Il modello benefit continua a guadagnare spazio nell’economia italiana, con un’accelerazione che supera le previsioni. Al 31 dicembre 2025 le società benefit attive in Italia risultano essere 5.747, di cui 946 a guida femminile, con una crescita del 25,13% rispetto all’anno precedente.
A fotografare l’andamento è l’Osservatorio sulle Società Benefit, promosso dalla Camera di commercio di Brindisi-Taranto e da InfoCamere. L’Osservatorio è attivo dal 2017 e, dal 2022, si basa su una dashboard evoluta per l’analisi dei dati.
Il perimetro economico del comparto appare rilevante. Le società benefit esprimono infatti un valore complessivo della produzione pari a 78,8 miliardi di euro e occupano oltre 247mila addetti. La crescita è stata costante anche nel breve periodo: +438 imprese rispetto al trimestre precedente e +1.154 rispetto al 2024. La forma prevalente resta quella delle società di capitale, che rappresentano il 96,4% del totale.
«La comunicazione dell’ottimo risultato annuale è utile per informare di importanti novità. Nelle scorse settimane, con Infocamere, abbiamo reso disponibile una versione open della nostra dashboard di monitoraggio statistico», commenta Vincenzo Cesareo, presidente della Camera di commercio di Brindisi-Taranto. «La stessa consente ora a chiunque sia interessato di consultare i principali dati sulle società benefit fino al livello regionale».
Accanto al monitoraggio, proseguono anche le iniziative di promozione del modello. «Il 12 marzo nella nostra sede di Brindisi arriva la seconda tappa della Benefit Competition del Mimit», aggiunge Cesareo.
Sul versante della ricerca, l’attenzione resta alta. La segretaria generale Claudia Sanesi sottolinea che «è disponibile l’ultimo aggiornamento della ricerca nazionale che conduciamo con Nativa, Università di Padova, Intesa Sanpaolo, Infocamere e Assobenefit per favorire la diffusione del modello benefit».
I numeri del 2025 confermano così una traiettoria di crescita strutturale che rivela come il modello benefit non sia più una nicchia, ma una componente sempre più riconoscibile del tessuto produttivo italiano.
