Cinque anni di crisi ravvicinate hanno funzionato come uno stress test. Pandemie, rincari energetici, instabilità geopolitiche, nuove regole europee e accelerazione climatica hanno inciso in profondità su filiere, costi e mercati. È dentro questo scenario, particolarmente complesso e mutevole, che Altromercato – la più grande realtà di Commercio Giusto in Italia – ha presentato il Bilancio sociale di sostenibilità 2024-2025, accompagnato da un focus retrospettivo sull’intero quinquennio 2020-2025.
«Negli ultimi cinque anni abbiamo attraversato un contesto che avrebbe potuto farci “deragliare”: pandemia, crisi delle materie prime, shock energetici e logistici, tensioni geopolitiche, accelerazione climatica e nuove regole sulla sostenibilità e la trasparenza. Il nodo più critico, per un’organizzazione come Altromercato, è restare fedeli al modello del Commercio Giusto mentre aumentano contemporaneamente rischi e costi lungo tutta la catena del valore: dal campo al trasporto, fino al mercato», racconta ad Our Future Fausto Zendron, amministratore delegato. «Per me oggi i punti di attenzione sono quattro», spiega. «Innanzitutto la resilienza delle filiere e la tutela dei produttori. La crisi climatica e le instabilità globali colpiscono per primi chi ha meno strumenti per difendersi: produttori e lavoratori nelle filiere agricole. Questo significa lavorare su continuità degli approvvigionamenti, qualità, volatilità dei prezzi, ma soprattutto su diritti, dignità e capacità di adattamento. Il secondo punto riguarda il tema della credibilità e della trasparenza. Le nuove normative europee rendono indispensabile essere solidi su tracciabilità, rendicontazione e coerenza. Non come adempimento, ma come tutela della nostra credibilità e del valore che generiamo: oggi la fiducia è un “asset” strategico, e va dimostrata con fatti, dati e processi robusti. Terzo punto di attenzione è la tenuta dell’ecosistema cooperativo, dai soci, alle botteghe e alla rete territoriale. Altromercato è un ecosistema cooperativo: se si indebolisce la rete, si indebolisce anche l’impatto. Alcune realtà territoriali vivono fragilità economica e organizzativa; serve sostegno, strumenti, formazione e progettualità condivisa, perché le nostre Botteghe non sono solo punti vendita, ma presidi culturali e comunitari. Il quarto e ultimo punto è quello della Sostenibilità economico-finanziaria come condizione abilitante dell’impatto».
Una lettura, quella di Zendron, che si intreccia con quella della responsabile Sostenibilità e Marketing strategico, Valeria Calamaro: «Anche quest’anno rilasciamo il Bilancio Sociale di Sostenibilità che ha un sapore particolare: coincide con la fine di un quinquennio in cui Altromercato ha continuato a generare impatto sociale, ambientale ed economico in uno dei periodi più complessi per il commercio globale. Cinque anni controcorrente… Un contesto che avrebbe potuto spingerci a cambiare rotta, ma in cui restare fedeli ai nostri valori non è stata solo la scelta più difficile: è stata la più naturale».
Ma alla luce dei risultati ambientali e sociali raggiunti, quali scelte – magari meno visibili o più controcorrente – si sono rivelate decisive nel quinquennio 2020-2025 e quali priorità guideranno le strategie di Altromercato nei prossimi anni, soprattutto sul fronte delle filiere e della giustizia climatica?
«Se guardo a questo quinquennio», spiega Zendron, «le scelte decisive sono state spesso quelle meno “di facciata”: tenere la barra dritta sul modello, anche quando era più costoso o più complesso».
Secondo Zendron, le scelte controcorrente che hanno fatto la differenza sono state principalmente quelle di mettere risorse reali nelle filiere, ridurre gli impatti logistici ed energetici con interventi strutturali e portare la giustizia climatica dentro le filiere.
Parlando delle priorità che guideranno le strategie di Altromercato nei prossimi anni, l’amministratore delegato elenca: «Rendere ancora più resilienti le filiere identitarie (cacao, caffè, zucchero e altre materie prime chiave), con progetti di filiera che tengano insieme qualità, dignità del lavoro, sostenibilità e valore condiviso; rafforzare la co-progettazione con produttori e partner, integrando sempre di più acquisti, sostenibilità e criteri etici: vogliamo aumentare impatto e tracciabilità senza appesantire il lavoro in filiera; giustizia climatica come criterio decisionale, con investimenti mirati dove il rischio climatico è più alto: energia rinnovabile, adattamento, agricoltura più resiliente e pratiche rigenerative; sostenere l’ecosistema Altromercato, in particolare le organizzazioni socie e la rete delle botteghe, con strumenti imprenditoriali, formazione e progettualità retail comune: senza una rete forte non c’è né impatto né sostenibilità economica; partecipazione e democrazia cooperativa, perché le trasformazioni che abbiamo davanti si affrontano meglio se diventano un percorso condiviso, non una direttiva dall’alto».
I numeri del Bilancio mostrano una risposta basata su investimenti concreti. Nel 2024-25 la crescita degli acquisti fair trade è stata del +91%, trainata dal +113% degli acquisti Made in Dignity su cacao, caffè e zucchero. Sul quinquennio, il valore degli acquisti a condizioni fair trade verso produttori del Sud globale è aumentato di oltre il 75%, passando da oltre 18 a oltre 32 milioni di euro, mentre i prefinanziamenti diretti hanno superato 19 milioni di euro.
«Abbiamo scelto di rafforzare gli acquisti a condizioni fair trade e di sostenere i produttori con strumenti finanziari concreti, come il prefinanziamento: è una scelta che condivide il rischio e dà ossigeno alle comunità produttive quando i mercati si irrigidiscono», spiega Zendron.
Trasparenza e rete cooperativa
Un secondo nodo riguarda la credibilità. «Le nuove normative europee rendono indispensabile essere solidi su tracciabilità, rendicontazione e coerenza. Non come adempimento, ma come tutela della nostra credibilità e del valore che generiamo: oggi la fiducia è un “asset” strategico, e va dimostrata con fatti, dati e processi robusti», sottolinea l’AD.
In parallelo, la tenuta dell’ecosistema cooperativo resta centrale: «Altromercato è un ecosistema cooperativo: se si indebolisce la rete, si indebolisce anche l’impatto. Alcune realtà territoriali vivono fragilità economica e organizzativa; serve sostegno, strumenti, formazione e progettualità condivisa, perché le nostre Botteghe non sono solo punti vendita, ma presidi culturali e comunitari».
Nel 2024-25 67 giovani hanno partecipato ai progetti di Servizio Civile Universale in 40 realtà di 11 regioni; il Centro Nazionale Educazione Altromercato ha consolidato la propria rete e il progetto LIA ha coinvolto 9 volontari. Sul piano interno, i contratti a tempo indeterminato hanno raggiunto il 99% del personale, con una presenza femminile salita al 61%.
Clima, energia e scelte “poco visibili”
Sul fronte ambientale, il Bilancio registra una riduzione del consumo di energia diretta a 1.716,47 GJ, oltre -35% rispetto al 2021-22. Le emissioni Scope 2 restano a zero grazie all’uso di elettricità da fonti rinnovabili certificate; l’impianto fotovoltaico di Oppeano ha prodotto oltre 41 mila kWh nel 2024-25.
«Abbiamo puntato su energia rinnovabile e fotovoltaico e su una logistica più efficiente, riducendo al minimo le spedizioni aeree e ottimizzando la distribuzione. Sono decisioni tecniche, poco “glamour”, ma decisive perché uniscono impatto climatico ed efficienza», osserva Zendron.
La logistica conferma questa impostazione: il trasporto aereo è sceso allo 0,1% dei kg movimentati, con un risparmio stimato di 4 milioni di chilometri percorsi nel solo 2024-25. Nelle filiere, i progetti di giustizia climatica hanno portato, tra l’altro, alla distribuzione di 87 kit solari domestici in Kenya, a beneficio di 170 persone.
«Per noi “clima” non è un capitolo a parte: è la condizione di futuro delle persone con cui lavoriamo», spiega l’AD. «Questo significa investire in resilienza, adattamento e accesso all’energia, con progetti concreti che migliorano la vita delle comunità e riducono vulnerabilità e disuguaglianze».
Conti e prospettive
Nel 2024-25 Altromercato ha generato 46.841.938 euro di valore economico e un utile netto di 430.784 euro. Nel quinquennio il valore complessivo è cresciuto del 38%, mentre l’autofinanziamento è passato da -340 mila a +430,8 mila euro. Il rating EcoVadis è migliorato da 55 (bronze) a 81 (gold).
«La solidità economica», racconta Zendron, «non è alternativa alla missione: è ciò che ci permette di continuare a investire nelle filiere e nella rete. Nel mandato che inizia, la gestione attenta delle risorse, la focalizzazione e l’efficienza (anche logistica e multicanale) sono priorità operative, senza perdere identità. Il mio ruolo è rafforzare le relazioni tra tutti gli attori – produttori, soci, lavoratrici e lavoratori, partner e stakeholder – perché è l’unico modo per crescere senza snaturarsi: co-progettare, ascoltarci, decidere insieme».
Comunicare l’impatto senza slogan
In un contesto saturo di messaggi sulla sostenibilità, anche la comunicazione cambia passo. «La comunicazione di Altromercato sta evolvendo in una direzione molto chiara: meno slogan, più azioni», afferma Zendron. «La credibilità si gioca su tre parole: trasparenza, misurabilità, coerenza».
«Non vogliamo apparire e non siamo “più verdi” degli altri, ma essere riconoscibili come un’organizzazione che lavora in modo concreto, un passo alla volta», aggiunge. «L’impatto non è un’etichetta: è una relazione. Far parlare produttori, comunità e rete — con rispetto e senza “storytelling di comodo” — aiuta a riportare autenticità e a costruire fiducia, nei progetti che loro stessi perseguono. Non in ottica di “aiuto” ma di essere insieme nel realizzarli. In un mercato dove tutti dichiarano sostenibilità, la differenza la fa la capacità di spiegare, di coinvolgere, di far sì che l’impatto sia un processo orizzontale, che evolve e si sostiene nel tempo».
Una linea che guarda al futuro senza retorica, in continuità con quanto affermato dalla presidente Marta Fracasso nel Bilancio: «Nei prossimi anni non sarà sufficiente crescere: sarà essenziale interrogarsi su come e a quale costo». Un passaggio che sintetizza la sfida di Altromercato: restare fedele al proprio modello mentre tutto intorno continua a cambiare.
