Non è un cambio di passo strutturale, ma un segnale netto probabilmente sì. Il mercato italiano delle auto elettriche archivia febbraio con numeri in forte crescita, spinti dalle consegne dei veicoli acquistati con gli incentivi esauriti in poche ore lo scorso ottobre.
A segnalarlo è Motus-E, l’associazione per lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia, sottolineando che nel mese sono state immatricolate 12.483 vetture full electric, in aumento dell’80,5% rispetto a febbraio 2025. La quota di mercato sale così al 7,9%, contro il 5% registrato un anno fa. Nel primo bimestre del 2026 le immatricolazioni elettriche raggiungono quota 21.805 unità, con una crescita del 60,3% su base annua e una market share del 7,3%, in aumento dal 5% dei primi due mesi del 2025. A fine febbraio il parco circolante elettrico in Italia conta 381.422 auto.

Il dato va letto nel quadro di un mercato complessivo in ripresa: considerando tutte le alimentazioni, a febbraio le immatricolazioni totali sono state 158.132, in crescita del 14,2% rispetto allo stesso mese del 2025. Un andamento che, secondo gli operatori, andrà verificato nei prossimi mesi per capire quanto sia legato a fattori contingenti.
Il confronto europeo, però, continua a rimanere impegnativo. A gennaio 2026 la quota di mercato delle auto elettriche ha raggiunto il 28,3% in Francia, il 22,1% in Germania, il 20,6% nel Regno Unito e il 9% in Spagna. Nello stesso mese, in Italia, la market share si era fermata al 6,6%.

«La lettura dei dati restituisce uno scenario in chiaroscuro», osserva Fabio Pressi, presidente di Motus-E. «Se da un lato, infatti, il ritardo dell’Italia nella diffusione dei veicoli elettrici resta estremamente preoccupante, specialmente in vista dell’esaurimento della spinta degli incentivi, dall’altro emergono spunti incoraggianti che meritano un approfondimento».
Tra questi, il progressivo rafforzamento del segmento più accessibile. «Sostenuto dagli incentivi e dalla crescente offerta di modelli, sta finalmente decollando il mercato delle auto elettriche mass market, decisivo in un Paese come il nostro, dominato dai segmenti A e B», spiega Pressi. Un segmento che rientra anche nella strategia di rilancio dell’industria automotive proposta dalla Commissione europea, «che speriamo passi quanto prima dalle parole ai fatti, per preservare la competitività di una filiera centrale per l’Italia e per l’Europa».

A sorprendere è anche la distribuzione geografica delle immatricolazioni. Nel Mezzogiorno si concentra il 37,9% delle nuove elettriche, una quota superiore a quella del Centro (21,4%) e vicina a quella del Nord (40,8%), grazie soprattutto alle consegne legate all’ultima tornata di bonus.
«L’interesse degli italiani verso l’elettrico è trasversale, non è relegato alle sole Regioni settentrionali, e potrebbe essere adeguatamente valorizzato con un’accurata pianificazione degli strumenti di sostegno alla domanda, senza cui rischiamo davvero di perdere contatto con gli altri grandi d’Europa», conclude Pressi, richiamando «l’improcrastinabile revisione della fiscalità sulle flotte aziendali, su cui c’è già ampia convergenza da parte di tutti gli stakeholder del comparto».

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