C’è una trasformazione silenziosa in atto nei campi dove crescono grano, basilico e segale. Una rivoluzione affidata a regole precise, strumenti digitali e a una formazione continua. È quella promossa da Barilla, nel tentativo di mettere la sostenibilità sempre più al centro delle proprie filiere agricole. Il punto di partenza, semplice quanto ambizioso, è coltivare qualità, rispettando la terra e chi la lavora.
Oggi – si legge nelle note stampa dell’azienda – il 67% delle materie prime strategiche di Barilla proviene da filiere gestite in modo responsabile, coinvolgendo oltre 8.500 aziende agricole. Un traguardo raggiunto attraverso cinque disciplinari di coltivazione sostenibile, sviluppati con enti scientifici, Ong e comunità agricole locali.
Disciplinari chiari e obiettivi tangibili
Nel 2020, Barilla ha introdotto in Italia il Manifesto del Grano Duro: dieci principi per una coltivazione che promuove la rotazione colturale, l’uso razionale di fertilizzanti e il miglioramento della fertilità del suolo. Il manifesto coinvolge 13 regioni italiane e mira a garantire grano duro di alta qualità con il minimo impatto ambientale.
Dal 2018 è attiva anche la Carta del Mulino, sviluppata con WWF Italia, Università di Bologna e Università della Tuscia: dieci regole per ridurre l’impiego di pesticidi, salvaguardare la biodiversità e sostenere il lavoro degli agricoltori. Tra queste, la destinazione del 3% dei campi a fiori per gli impollinatori.
All’estero, la Carta di Harrys in Francia definisce 40 pratiche agroecologiche per la coltivazione del grano tenero, coinvolgendo 738 aziende agricole per una produzione annua di circa 120.000 tonnellate di farina.
In Italia, la Carta del Basilico copre il 100% degli acquisti del basilico utilizzato per i pesti Barilla, basandosi su principi di agricoltura sostenibile, tutela della biodiversità e valorizzazione delle comunità agricole locali.
Nel 2023 è nata anche la Wasa Charter, dedicata alla segale, con sei regole fondamentali: no al glifosato, energie rinnovabili, tecniche agricole avanzate. Un approccio integrato che punta a responsabilizzare l’intera filiera.
Tecnologia al servizio della terra
Cresce il ricorso alla tecnologia per migliorare i processi agricoli. L’azienda affianca gli agricoltori con strumenti digitali sempre più innovativi. Granoduro.net, ad esempio, fornisce in tempo reale allerte e informazioni utili sulla gestione del grano duro, basandosi su dati meteo e rilevazioni di campo.
Inoltre, dal 2018 Barilla sostiene AgroSat, sviluppato dal CNR-Ibe, piattaforma gratuita di agricoltura di precisione pensata per ottimizzare la concimazione azotata.
Nel 2021, invece, è arrivato GranoScan2, un’app che sfrutta l’intelligenza artificiale per riconoscere in campo le principali avversità del frumento. Gratuito e accessibile, è uno strumento studiato per agricoltori e tecnici.
Grazie a queste iniziative, nel 2023 Barilla ha supportato la coltivazione responsabile di oltre 390.000 tonnellate di grano duro.
Coltivare competenze, oltre che prodotti
Alla base della filiera c’è la formazione. Con Accademia del Basilico, Barilla forma agricoltori e stakeholder sui principi dell’agricoltura 4.0, fitopatologia e uso ridotto di agrofarmaci. Un’iniziativa nata in collaborazione con Dinamica e Open Field, che ha coinvolto 21 partner in un percorso di crescita condivisa.
«Se fino a qualche anno fa l’utilizzo di alcuni strumenti era impensabile, oggi invece la tecnologia è sempre più una parte importante del nostro lavoro», spiega Simone Bernardi, dell’Azienda Agricola Bernardi. «Essere i primi attori della filiera, per noi basilicoltori è motivo di orgoglio, ma è anche una grande responsabilità; la formazione continua e la digitalizzazione sono essenziali per perseguire obiettivi di qualità e di sostenibilità».
Giuseppe Bonati, dell’Azienda Agricola La Felina, sottolinea il cambiamento culturale: «Prima di far parte della filiera del basilico di Pesto Barilla nessuno sapeva che cosa fosse la sostenibilità. Oggi abbiamo una consapevolezza diversa e all’impiego degli agrofarmaci preferiamo alternative naturali, che ci consentono di ottenere un basilico bello e sano». E aggiunge: «Non è stato solo un’occasione di formazione, ma un vero e proprio momento di scambio e di confronto tra noi basilicoltori… oggi ci sentiamo un’unica famiglia».
Filiera tracciabile, fino al barattolo
Nel 2023 Barilla ha digitalizzato l’intera filiera del basilico insieme a xFarm Technologies. Il progetto, attivo su 310 ettari e 25 aziende agricole, integra la piattaforma Barilla Farming con il DSS del CNR. Ogni fase, dalla semina al confezionamento, è monitorata, tracciata e comunicata al consumatore grazie alla blockchain e a un QR code fornito da Connecting Food. Il risultato è una vera e propria carta d’identità del basilico.
“Bello e Buono”: agricoltura che unisce
Prosegue anche la collaborazione con Davines Group nel progetto “Bello e Buono”, che promuove rotazioni colturali tra cereali e piante aromatiche per aumentare la biodiversità e rigenerare il suolo. Sperimentato su 10.000 mq a Parma, punta a diventare un modello replicabile anche in altre filiere, dimostrando come il legame tra cibo e bellezza possa tradursi in valore condiviso.
