Una polvere di roccia distribuita sulle risaie per accelerare un processo naturale di assorbimento della CO₂. È una delle tecniche su cui si basa il progetto che Google ha scelto di sostenere nello Stato brasiliano di Rio Grande do Sul e che rappresenta, secondo quanto riferito da Reuters, il più grande accordo mai concluso dal gruppo per la riduzione delle emissioni di carbonio. A sviluppare l’iniziativa è Terradot, società nella quale Google ha investito, che punta a intervenire su oltre 200mila ettari di coltivazioni di riso. L’obiettivo è duplice: ridurre il metano generato dalle risaie e, contemporaneamente, aumentare la quantità di CO₂ rimossa dall’atmosfera.
Il problema nasce dalle caratteristiche stesse della coltivazione del riso. I terreni vengono spesso mantenuti allagati e l’assenza di ossigeno favorisce l’attività dei microrganismi che producono metano, un gas serra particolarmente rilevante nel breve periodo. Intervenire su questo processo significa quindi agire su una delle fonti agricole di emissioni più significative.

Il progetto prevede di generare entro il 2030 1 milione di tonnellate di crediti di metano e, entro il 2040, 1 milione di tonnellate di crediti di rimozione della CO₂. Entrambe le componenti saranno sottoposte a procedure di verifica indipendente. La parte dedicata alla rimozione della CO₂ ha inoltre dimensioni senza precedenti per la tecnologia di alterazione delle rocce: secondo gli accordi, sarà dieci volte superiore a qualsiasi precedente progetto di questo tipo.
La tecnica utilizzata è quella della alterazione meteorica potenziata: una speciale polvere di roccia viene distribuita sui terreni agricoli per accelerare una reazione naturale attraverso la quale le rocce contribuiscono a catturare la CO₂ e a trasferirla nel suolo. Applicata su larga scala alle risaie, la tecnologia punta così a combinare rimozione del carbonio e riduzione delle emissioni di metano.

Il progetto brasiliano potrebbe essere soltanto il primo passaggio di un’operazione molto più ampia. Google e Terradot puntano infatti a estendere il modello ai circa 1,5 milioni di ettari di risaie presenti in Brasile, per poi guardare ad altri grandi produttori mondiali di riso, a partire da India e Vietnam. I primi progetti pilota in altri Paesi dovrebbero partire nel 2026, mentre l’espansione commerciale è prevista dal 2028. Rimane però un’incognita importante: il costo. Il valore economico dell’accordo tra Google e Terradot non è stato reso noto. La questione riguarda un settore agricolo fondamentale per milioni di persone, ma anche una fonte rilevante di emissioni. Una valutazione pubblicata nel 2021 dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) ha stimato che le risaie siano responsabili del 10-12% delle emissioni globali di metano.

Il tema potrebbe trovare spazio anche nei negoziati internazionali sul clima. Il metano, infatti, contribuisce al riscaldamento dell’atmosfera molto più rapidamente della CO₂, rendendo la riduzione delle emissioni provenienti dalle risaie una delle questioni indicate come rilevanti in vista della COP31, prevista ad Antalya, in Turchia a novembre.

Condividi

Articoli correlati