Dallo zafferano coltivato in carcere ai frutteti biologici, passando per lavanda, aromatiche e ortaggi. Con il nuovo progetto sociale di Despar Italia l’agricoltura diventa uno strumento di inclusione e formazione in sette territori italiani. Il progetto, oltre che da Despar Italia, è promosso dai sei soci del Consorzio nell’ambito dell’“Ortofrutteto Solidale Diffuso”, iniziativa di AzzeroCO2 e Legambiente che coinvolgerà oltre 3.400 piante su circa 26.000 metri quadrati.

La partenza è fissata per il 14 ottobre alla Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino. Qui saranno coltivati 2.500 bulbi di zafferano su circa 4.000 metri quadrati, con il coinvolgimento di 20 persone detenute nelle attività di coltivazione, raccolta, lavorazione e confezionamento.
Gli altri interventi si svilupperanno in contesti diversi, coinvolgendo persone con disabilità, persone in condizioni di fragilità e vittime di sfruttamento, attraverso la collaborazione con sette realtà del Terzo Settore. Dove possibile, la produzione sarà trasformata in composte, marmellate e altri prodotti, creando occasioni per acquisire competenze e sperimentare percorsi di inserimento lavorativo.

A Bologna, negli spazi di Salus Space, saranno messe a dimora 200 piante perenni tra aromatiche e orticole. A Modena, la Fattoria Sociale Centofiori accoglierà 120 alberi da frutto biologici su 15.000 metri quadrati, con una parte della produzione destinata alla trasformazione. In Puglia, alla masseria sociale Il Gelso Ritrovato di Gioia del Colle, nascerà un lavandeto di 300 piante su 2.000 metri quadrati, che coinvolgerà 20 ragazzi con disabilità cognitive nelle attività di coltivazione, trasformazione e commercializzazione.
Il progetto raggiungerà anche la Sicilia, con un frutteto di 80 alberi di varietà antiche e locali a Ragusa e un impianto di 100 alberi a Messina, composto da 50 avocado e 50 aranci rossi di Sicilia IGP. In Sardegna saranno piantate altre 80 specie tra alberi da frutto e aromatiche, inserite nel percorso riabilitativo degli ospiti della struttura coinvolta per favorire autonomia, relazioni e partecipazione sociale.

L’iniziativa amplia il percorso avviato da Despar nel 2023 con il Bosco Diffuso, che ha portato alla piantumazione di oltre 4.500 alberi in diverse regioni italiane. Con l’”Ortofrutteto Solidale Diffuso”, la cura del verde si lega più direttamente allo sviluppo di competenze e opportunità per persone che incontrano maggiori ostacoli nell’accesso al lavoro.
«Mettere in rete realtà diverse e valorizzarne le specificità consente di generare un impatto ambientale e sociale», ha dichiarato Filippo Fabbri, direttore generale di Despar Italia, richiamando la continuità con iniziative come il Bosco Diffuso e le Case delle Api.
Per Legambiente, ha spiegato il direttore generale Giorgio Zampetti, si tratta di un modello di rigenerazione ambientale, sociale ed economica costruito sulle caratteristiche dei singoli territori. AzzeroCO2 punta invece a diffondere l’agricoltura sociale anche in istituti penitenziari, comunità terapeutiche e cooperative, facendo della cura dell’ambiente un’occasione concreta di formazione e inclusione.

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