L’approvazione definitiva, il 29 ottobre, della norma che introduce la Valutazione di impatto generazionale (Vig) ha segnato un passaggio che potrebbe essere rilevante per il sistema legislativo italiano. Con il voto della Camera dei Deputati, dopo il via libera del Senato lo scorso 9 maggio, il disegno di legge (AC 2393) è diventato operativo e rende adesso obbligatoria la verifica preventiva degli effetti sociali e ambientali delle nuove norme, insieme alla sostenibilità finanziaria già prevista dall’Analisi di impatto della regolamentazione (Air).
L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) definisce questa scelta un traguardo storico. «Con questo voto il nostro Paese fa un passo importante per legiferare meglio, mettendo il principio della sostenibilità al centro dei processi politici – commenta Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’Alleanza -. Il testo approvato sancisce infatti che “le leggi della Repubblica promuovono l’equità intergenerazionale, anche nell’interesse delle generazioni future” e obbliga i legislatori di oggi e di domani a considerare l’impatto sociale e ambientale delle nuove norme, prima della loro approvazione. Si attua così una delle proposte che l’ASviS aveva avanzato fin dal 2016 e quanto previsto dal nuovo articolo 9 della Costituzione, riformato nel 2022 sempre su proposta dall’Alleanza».
L’obbligo di valutazione introduce un principio già riconosciuto dall’ordinamento — la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi “nell’interesse delle future generazioni” — trasformandolo in una procedura sistematica. La legge prevede inoltre l’istituzione, presso la Presidenza del Consiglio, di un Osservatorio dedicato al monitoraggio e allo studio dell’impatto generazionale delle norme. I decreti attuativi dovranno essere adottati entro sei mesi.
Giovannini richiama però la necessità di un’applicazione sostanziale dello strumento: «La Vig non deve però diventare un semplice adempimento burocratico e va svolta al meglio, anche per coinvolgere di più la società nell’attività legislativa. L’ASviS sta lavorando da mesi con i migliori esperti italiani per individuare le metodologie più appropriate per fare la valutazione, anche alla luce dell’analogo percorso che sta facendo la Commissione europea, in vista dell’elaborazione della prima Strategia di giustizia intergenerazionale attesa per il 2026».
I presidenti dell’ASviS, Pierluigi Stefanini e Marcella Mallen, sottolineano l’impatto potenziale del provvedimento: «Da oggi il futuro entra davvero nel cuore delle decisioni politiche, orientando e condizionando le scelte della politica verso la sostenibilità, come previsto dall’Agenda 2030. Un vero e proprio cambio di passo, tanto più necessario in un momento in cui la condizione delle giovani generazioni appare indebolita sotto diversi punti di vista: dalle incerte prospettive pensionistiche al debito pubblico ereditato, dagli squilibri demografici alle attuali condizioni di ingresso e valorizzazione nel mondo del lavoro. Il messaggio forte che viene è quello di dare ascolto ai giovani, prestare più attenzione alle loro esigenze e alle loro aspirazioni, abilitarli a contribuire pienamente allo sviluppo del Paese».
Il contributo di Unicef e il ruolo dei Comuni
La notizia dell’approvazione della Vig ha fatto da cornice anche ai lavori della 42ª Assemblea nazionale dell’ANCI, dove Unicef ha richiamato l’attenzione sul ruolo degli enti locali nelle politiche per l’infanzia e l’adolescenza.
Nicola Graziano, presidente di Unicef Italia, ha ricordato come il Programma “Città Amiche dei Bambini e degli Adolescenti” traduca i principi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia — a pochi giorni dal 36° anniversario della sua adozione — in politiche territoriali concrete: «Il Programma “Città Amiche dei Bambini e degli Adolescenti”, lanciato da Unicef, propone un modello di governance locale che traduce i principi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in politiche pubbliche concrete, partecipate e misurabili; come Unicef chiediamo che le città creino spazi di ascolto e rappresentanza per i minorenni e siamo pronti a supportare i comuni affinché avviino un confronto costante con le realtà del terzo settore, attraverso l’istituzione di un tavolo permanente con la società civile e gli enti competenti sul territorio in materia di politiche per l’infanzia e l’adolescenza».
Nel suo intervento, Graziano ha collegato direttamente il lavoro dell’organizzazione alla nuova norma: «Con il programma “Città Amiche dei Bambini e degli Adolescenti” chiediamo ai Comuni di sviluppare analisi annuali sulla condizione dei minorenni promuovendo processi di valutazione e monitoraggio delle politiche per l’infanzia e l’adolescenza. In tal senso accogliamo con favore la recente approvazione da parte del Parlamento della norma che introduce la Valutazione di impatto generazionale (Vig) delle nuove leggi, che permetterà di valutare gli effetti sociali e ambientali delle nuove leggi sulle giovani e sulle future generazioni; il nostro auspicio è che uno strumento così prezioso possa essere ampliato anche alla fascia dei giovanissimi».
La convergenza tra l’iniziativa legislativa e le richieste delle organizzazioni che operano per i diritti dei minori indica una direzione comune: portare le generazioni presenti e future al centro delle decisioni pubbliche. La nuova Vig, se applicata con metodo e trasparenza, potrà rappresentare un passaggio concreto in questa direzione.
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