Fino a 3 milioni di famiglie in Italia, Francia, Germania, Spagna e Polonia potrebbero accedere a veicoli elettrici nei prossimi anni grazie al social leasing, un meccanismo di noleggio agevolato sostenuto da fondi pubblici. Lo indica un’analisi condotta da Transport & Environment (T&E), basata su dati dell’Öko-Institut.
Il modello, già operativo in Francia, prevede l’accesso ad auto elettriche con un prezzo di listino inferiore ai 25.000 euro e canoni mensili compresi tra 130 e 215 euro. Secondo T&E, l’adozione del social leasing da parte degli altri Paesi europei potrebbe ridurre in modo significativo la dipendenza dai veicoli a combustione interna da parte delle fasce più vulnerabili della popolazione.

Transport poverty e transizione energetica
Nei cinque Paesi analizzati – che rappresentano circa il 65% della popolazione UE – 20 milioni di persone a basso e medio reddito si trovano in una condizione definita di transport poverty: possiedono un’auto, vivono in aree rurali scarsamente servite dal trasporto pubblico e rientrano nei primi quattro decili di reddito.
Si tratta di soggetti fortemente dipendenti dall’auto privata, in particolare endotermica, e quindi più esposti agli aumenti dei carburanti. Tali aumenti, oltre a essere soggetti alla volatilità del mercato, potrebbero intensificarsi con l’entrata in vigore dell’ETS2, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione che dal 1° gennaio 2027 riguarderà anche i trasporti su strada e l’edilizia.

Per T&E è necessario un intervento strutturato. «Per liberare le famiglie dalla dipendenza dalle auto a combustibili fossili e dall’aumento continuo dei costi, serve un aiuto concreto per passare all’elettrico», spiega Esther Marchetti, Clean Transport Advocacy Manager di T&E Italia. «Le auto elettriche sono ancora troppo care anche per chi ha un reddito medio, mentre gli incentivi spesso finiscono nelle mani di chi non ne ha bisogno. Il social leasing può cambiare le cose: eliminando la barriera del prezzo iniziale, rende le auto elettriche economiche accessibili per milioni di persone che, diversamente, rimarrebbero dipendenti da veicoli vecchi, costosi e inquinanti».

Una proposta per il Fondo Sociale per il Clima
Il finanziamento del social leasing potrebbe avvenire attraverso i Piani Sociali per il Clima, che ogni Stato membro dovrà presentare alla Commissione europea entro il 30 giugno 2025. I piani definiranno l’uso delle risorse del Fondo Sociale per il Clima (FSC), attivo dal 2026 al 2032, finanziato principalmente con i proventi dell’ETS2.
T&E stima che entro il 2032 potrebbero essere disponibili fino a 16 miliardi di euro nei cinque Paesi per sostenere questa misura. Tuttavia, nel primo anno del Fondo (2026) si prevede la disponibilità di soli 4 miliardi o meno. Per garantire un intervento tempestivo, T&E propone di anticipare una parte delle entrate dell’ETS2 già nel 2025 e 2026, eventualmente tramite prestiti garantiti dai ricavi futuri, per sostenere da subito le fasce più vulnerabili.

Impatto potenziale e raccomandazioni operative
Secondo T&E, in base al livello di sussidio disponibile e ipotizzando un contratto di leasing di sei anni, tra 1,5 e 3 milioni di famiglie potrebbero usufruire del social leasing, coprendo fino al 27% delle famiglie vulnerabili nelle aree rurali. Il programma potrebbe generare fino al 12% della domanda complessiva di auto elettriche nell’UE entro il 2032, con potenziali benefici anche per la filiera industriale europea, qualora si favorisca la produzione locale.
Ogni Paese, suggerisce l’organizzazione, dovrebbe disegnare programmi nazionali calibrati sui bisogni locali, selezionando i beneficiari in base a criteri come il reddito, il possesso di un’auto e la residenza.
In aggiunta, T&E propone che la Commissione europea coordini gli sforzi degli Stati membri attraverso una “piattaforma per auto elettriche a prezzi accessibili”, da includere nelle prossime linee guida sul social leasing previste nel Clean Industrial Deal. La piattaforma faciliterebbe l’incontro tra domanda e offerta, migliorando le condizioni di acquisto grazie a un’interlocuzione comune con i produttori.

Misure complementari
Il social leasing, sottolinea T&E, non rappresenta una soluzione unica. Le politiche di supporto alla mobilità sostenibile dovrebbero includere anche incentivi alla mobilità attiva (biciclette), al trasporto pubblico, al car sharing, alla rottamazione di veicoli inquinanti e allo sviluppo delle infrastrutture di ricarica.

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