In Italia oltre due terzi delle imprese hanno una guida familiare: secondo l’Osservatorio AUB, tra le 23.578 aziende analizzate il 67,2% è a controllo familiare. Negli ultimi anni questa struttura si è affiancata alla crescita delle startup innovative, oggi più di 12.000 secondo i dati del MISE 2025. È in questa convergenza tra tradizione e nuovi modelli di impresa che si inserisce Levante, startup fondata nel 2019 dagli italo-norvegesi Sara Plaga e Kim Myklebust.
La coppia racconta che la decisione è maturata con l’arrivo della loro prima figlia. Entrambi occupavano posizioni stabili — lei nel marketing, lui nella design engineering dell’automotive — ma la nuova dimensione familiare aveva aperto interrogativi sul futuro. «Cosa lasciamo davvero alle nostre figlie? Che impatto abbiamo sul mondo?», si sono chiesti. Da queste domande prende forma la prima intuizione dell’azienda: un pannello fotovoltaico portatile, leggero e pieghevole, pensato per produrre energia durante i viaggi, un’esigenza sperimentata in prima persona da entrambi, appassionati di vela e camper.
Il progetto viene affidato allo Startup Builder di Startup Geeks, percorso di incubazione che introduce i due co-founder alla validazione rapida delle idee e all’abbandono del modello del “prodotto perfetto”. «Venivamo entrambi da aziende corporate, e grazie a Startup Geeks abbiamo imparato l’importanza di validare un’idea prima di lanciarla. Oggi questo approccio ci accompagna ancora, perché ci consente di imparare dagli errori e adattarci ai cambiamenti anche nei momenti più difficili», spiega Sara Plaga.
Nei tre anni successivi Levante ha attraversato un’evoluzione intensa. I fondatori lasciano il lavoro e avviano una campagna Kickstarter, sostenuta da un tour itinerante in camper e in barca con tutta la famiglia, nel frattempo cresciuta a tre figlie. Durante il viaggio incontrano potenziali clienti e presentano il prototipo, raccogliendo quasi 100.000 dollari. Ma la fase produttiva evidenzia criticità: il pannello origami richiede due giorni di assemblaggio e non è adatto alla scala industriale. Per renderlo un prodotto vendibile servirebbero investimenti maggiori di quelli ottenibili con una campagna di crowdfunding. Di fronte all’impossibilità di procedere, i fondatori scelgono di abbandonare l’idea originaria.
La rinuncia si trasforma presto in una svolta. Levante abbandona la logica del prodotto singolo e si concentra sulle esigenze del mercato. L’installazione di pannelli solari su barche e camper risulta complessa e poco servita da soluzioni standardizzate. L’azienda decide così di trasformarsi in un design studio energetico, attivo nel fotovoltaico nautico, off-grid, residenziale e in applicazioni personalizzate per la mobilità elettrica, attirando interesse in Italia e all’estero. In questa nuova fase i fondatori applicano al settore solare il know-how sui materiali compositi maturato nell’automotive, dando vita a tecnologie proprietarie basate sull’integrazione tra fibra di carbonio e fotovoltaico.
Oggi Levante sviluppa soluzioni solari su misura, utilizzando tecniche avanzate e materiali europei, e si presenta come un fornitore in grado di progettare sistemi personalizzati, integrati e ad alta efficienza. La vita dell’azienda si intreccia con quella familiare. Con l’ingresso della figlia maggiore alla scuola primaria, Sara e Kim decidono di stabilirsi in Puglia, in un casolare con trulli. La scelta riflette un’esigenza di stabilità dopo anni di spostamenti e avventure lavorative. Qui Levante cresce con un ritmo diverso da quello delle startup più aggressive: tra tentativi, pause e ripartenze.
L’obiettivo dei fondatori è costruire uno showroom e un atelier del solare immersi negli ulivi, diventando un punto di riferimento per il fotovoltaico su misura e promotori di progetti a impatto sociale nel territorio. Ma l’ambizione riguarda anche l’esempio da lasciare alle loro tre figlie. «Spero che la nostra storia possa essere un esempio del fatto che la crescita di un’azienda non è sempre lineare, proprio come nella vita o nell’essere genitori. È un viaggio fatto di alti e bassi, di cambiamenti, di pause e ripartenze. Non esiste una sola strada giusta, ma con il giusto mindset si possono lasciare andare le cose che non funzionano, trovare la propria squadra e continuare a costruire qualcosa di autentico», osserva Kim Myklebust.
Levante è oggi una realtà consolidata, con una visione orientata alle tecnologie fotovoltaiche avanzate e all’integrazione estetica dell’energia. Ha raccolto oltre 600.000 euro tra crowdfunding, acceleratori e grant pubblici, risorse che hanno sostenuto la trasformazione del progetto. Nel 2025 ha completato un aumento di capitale da 260.000 euro, che ha rafforzato la struttura finanziaria e accompagnato il passaggio dal modello B2C a un’offerta basata su pannelli fotovoltaici in fibra di carbonio e soluzioni energetiche integrate.
