La sostenibilità è sempre più una questione di dati, misurazioni e affidabilità. Per imprese, investitori e istituzioni finanziarie non basta più dichiarare un impegno ambientale o sociale, ma servono informazioni verificabili, confrontabili e costruite su criteri riconosciuti. Secondo il nuovo Osservatorio Accredia, realizzato in collaborazione con Prometeia, le aziende che adottano sistemi certificati non solo rafforzano la propria credibilità sul fronte ESG, ma registrano anche risultati economici migliori rispetto alle imprese non certificate.
Lo studio analizza il contributo della certificazione alla competitività delle imprese italiane e al funzionamento della finanza sostenibile, evidenziando come questi strumenti possano ridurre il rischio di greenwashing e migliorare il rapporto tra aziende e mercato.

Il numero delle imprese certificate per sistemi di gestione e categorie specifiche di prodotti e servizi è cresciuto in modo significativo: dalle circa 75 mila realtà del 2012 si è arrivati a oltre 100 mila nel 2025. Una crescita accompagnata da performance economiche più solide. Le imprese certificate registrano ricavi netti mediani pari a 3,6 milioni di euro, contro i 200 mila euro delle imprese non certificate. Anche gli indicatori di redditività mostrano differenze rilevanti: il Margine Operativo Lordo raggiunge il 12,7% contro l’8,9%, mentre il ROI si attesta al 9,1% rispetto al 5,4%.
L’analisi di Prometeia evidenzia inoltre un effetto positivo delle certificazioni ambientali sulla crescita aziendale. In particolare, l’introduzione di un sistema di gestione ambientale conforme alla norma UNI EN ISO 14001 può generare un aumento del fatturato del 4,3% già nel primo anno, fino ad arrivare all’11,4% dopo due anni.

La certificazione non produce effetti soltanto sulla competitività delle imprese. Secondo l’Osservatorio, tra il 2012 e il 2024 le certificazioni accreditate hanno generato benefici complessivi stimati in circa 42,6 miliardi di euro. Di questa cifra, 36 miliardi sono riconducibili agli impatti ambientali positivi e 6,6 miliardi a quelli sociali. Solo nel 2024 il valore generato è stato stimato in 4,5 miliardi di euro sul fronte ambientale e in quasi 1 miliardo di euro su quello sociale.

Un contributo che riguarda anche la qualità delle informazioni utilizzate da banche e investitori per valutare il profilo ESG delle aziende. La verifica indipendente prevista dall’accreditamento permette infatti di distinguere dati solidi da comunicazioni meno strutturate, offrendo elementi più affidabili per orientare scelte economiche e finanziarie.
«In un contesto normativo e finanziario rivolto alla maggiore sostenibilità dell’industria e dei servizi, la qualità delle informazioni ESG diventa una condizione essenziale per la definizione di metriche condivise e credibili – ha dichiarato Massimo De Felice, Presidente Accredia –. Le banche dati Accredia rappresentano un valore di conoscenza e un patrimonio informativo utile allo studio degli effetti delle certificazioni accreditate sulla sostenibilità delle imprese, favorendo, attraverso evidenze oggettive, un dialogo efficace con il sistema finanziario».

La certificazione accreditata diventa quindi uno strumento che unisce responsabilità ambientale, trasparenza e competitività. In un mercato sempre più attento ai criteri ESG, la possibilità di dimostrare concretamente le proprie performance può incidere sulle relazioni con clienti, investitori e istituti di credito.

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