Nel contesto geopolitico attuale, segnato da conflitti armati e forti instabilità, la sostenibilità rischia di retrocedere nelle priorità istituzionali e politiche. Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale, giunto alla sua tredicesima edizione, si propone invece di rafforzare il confronto fra imprese, enti del Terzo Settore, istituzioni e mondo accademico, ribadendo il ruolo strategico della sostenibilità come strumento di coesione e prevenzione dei conflitti.

«Durante il Salone si confronteranno molte organizzazioni che hanno scelto di integrare la sostenibilità nel piano strategico – osserva Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone – Un cambiamento che parte dalla modifica di processi produttivi, un diverso modo di gestire la filiera, un nuovo approccio nella relazione con gli stakeholder. Ma cresce la consapevolezza che per diventare un driver strategico, la sostenibilità richiede un vero e proprio cambio culturale: l’impegno sociale e ambientale deve essere una scelta convinta, continuativa, integrata nella strategia dell’impresa».

L’edizione 2025 si terrà dall’8 al 10 ottobre presso l’Università Bocconi di Milano. Al momento hanno già aderito 250 organizzazioni. Il titolo di quest’anno, “Creare futuri di valore”, invita a riflettere su come rafforzare sinergie e costruire risposte condivise alle sfide ambientali e sociali.

Percorsi tematici e priorità operative
Il programma culturale è articolato in sei ambiti principali: Formazione e Lavoro, Cultura e Territorio, Economia e Finanza, Ambiente e Rigenerazione, Governance e Leadership, Innovazione e Impatto. La direzione proposta è quella di superare approcci emergenziali, agendo su competenze, processi e modelli di business capaci di generare valore nel medio e lungo termine. La sostenibilità, infatti, assume un valore competitivo concreto quando si traduce in investimenti nelle persone, politiche di inclusione, strategie per attrarre e trattenere talenti. Centrale anche il ripensamento delle filiere produttive in ottica circolare, a partire dalla progettazione fino alla gestione del fine vita dei prodotti. Un approccio che consente di ridurre sprechi, contenere costi e migliorare le performance complessive dell’organizzazione.

Rispondere all’ESG backlash: servono dati e misurazioni
L’attuale clima di sfiducia nei confronti dell’adozione di pratiche ESG – il cosiddetto ESG backlash – impone maggiore trasparenza e capacità di misurazione dell’impatto. In questo quadro si inserisce il Premio Impatto, iniziativa promossa dal Gruppo promotore del Salone, per valorizzare esperienze in grado di documentare i risultati economici, sociali e ambientali ottenuti da progetti di sostenibilità.
Il premio è aperto a organizzazioni profit, non profit e pubbliche amministrazioni con sede in Italia che abbiano misurato l’impatto di progetti realizzati tra il 2022 e il 2025. La partecipazione è gratuita.

Un’infrastruttura collaborativa
Oltre al gruppo promotore – Università Bocconi, Sustainability Makers, UN Global Compact Network Italia, ASviS, Fondazione Sodalitas, Unioncamere e Koinètica – l’edizione 2025 si avvale della collaborazione di ANDIGEL, Assobenefit, CSVnet, PA Social, Refe e Social Value Italia. Il Salone si conferma così uno spazio pubblico in cui attori diversi lavorano per rafforzare una cultura della sostenibilità capace di reggere all’impatto delle crisi.

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