Il cibo torna a essere una questione ambientale, economica e politica. Non solo per ciò che arriva sulle tavole, ma per il modo in cui viene prodotto, distribuito e consumato. Ha appena preso il via la XXI edizione di Verdi Ambiente e Società MANGIASANO, la campagna nazionale dedicata alla qualità alimentare, alla biodiversità e alla sostenibilità agricola.
L’edizione 2026 è partita lo scorso 22 maggio, in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, e proseguirà fino al 16 ottobre, Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Il tema scelto quest’anno è “Una terra sana per un cibo sano”, formula che riassume il legame sempre più stretto tra salute degli ecosistemi, qualità delle produzioni agricole e tutela della salute umana.

Nata dalle campagne storiche contro l’uso dei pesticidi e contro gli organismi geneticamente modificati in agricoltura, MANGIASANO si è progressivamente trasformata in un riconosciuto punto di riferimento per chi promuove un modello agricolo fondato sulla biodiversità, sulla stagionalità, sulla valorizzazione delle produzioni locali e sul rispetto del lavoro agricolo.
La nuova edizione punta l’attenzione sulle tensioni che attraversano il sistema alimentare globale. Da una parte cresce la domanda di cibo, dall’altra si consolidano modelli produttivi intensivi che aumentano la pressione su suolo, ecosistemi e risorse naturali.
Nel mirino della campagna finiscono l’uso massiccio di pesticidi, la diffusione degli organismi geneticamente modificati e delle nuove tecniche genomiche, ma anche la forte dipendenza dell’agricoltura dai combustibili fossili. Elementi che, secondo i promotori, stanno rendendo il sistema agroalimentare sempre più fragile sotto il profilo ambientale e climatico.
Uno dei punti centrali dell’iniziativa riguarda la piccola agricoltura contadina, descritta come una realtà spesso penalizzata da politiche orientate a logiche industriali e produttivistiche. Per gli organizzatori, difendere le piccole aziende agricole significa proteggere biodiversità, comunità locali e territori, ma anche garantire il diritto a un’alimentazione sana e accessibile.

La campagna individua quattro priorità per il 2026: sostenere pratiche agricole capaci di preservare il suolo e la biodiversità; difendere le piccole aziende come presidio territoriale; introdurre regole commerciali coerenti con gli standard ambientali europei; accelerare la transizione verso un’agricoltura agroecologica meno dipendente dalle fonti fossili e più sostenibile dal punto di vista climatico ed energetico.
Nei prossimi mesi sono previsti incontri pubblici, iniziative territoriali e momenti di approfondimento scientifico in diverse città italiane, con l’obiettivo di alimentare un confronto sulle politiche agricole e sui modelli produttivi.

Anche per questa edizione la campagna vede la collaborazione di ARI, FIRAB, Centro Internazionale Crocevia e CFU-Italia, insieme ai media partner Teleambiente, Ecograffi, Ecofuturo e Gusto 24. «Il futuro del cibo riguarda tutti», ricordano i promotori della campagna. Un messaggio che lega le scelte individuali alla necessità di politiche agricole più incisive.
Perché, sottolineano gli organizzatori di MANGIASANO, «le scelte quotidiane dei cittadini sono importanti, ma da sole non bastano: servono politiche agricole capaci di rimettere al centro la salute del suolo, la biodiversità, il lavoro contadino e la sicurezza alimentare. Perché una terra sana è la condizione irrinunciabile per un cibo sano».

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