Quello del Natale imminente si preannuncia come uno stress test rilevante per la logistica italiana, chiamata a gestire un forte aumento delle spedizioni in un contesto di crescente attenzione ambientale. È il quadro che emerge dall’indagine di mercato condotta da Ipsos Doxa per l’Associazione Italiana Scatolifici, che ha analizzato il periodo delle festività incrociando le aspettative delle aziende utilizzatrici di imballaggi e la percezione dei consumatori finali.
I dati restituiscono un paradosso ormai ricorrente. Sul versante delle imprese, il clima è di fiducia: il 65% prevede un aumento degli acquisti di imballaggi in cartone ondulato per il periodo natalizio e il 74% ritiene che il picco produttivo avrà un impatto economico positivo sull’intero comparto. Sul fronte dei consumatori, invece, quasi un italiano su due (49%) teme che l’uso intensivo di carta e cartone per i regali possa tradursi in un impatto ambientale elevato.

Andrea Mecarozzi, Presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici
Una percezione che, secondo la filiera, non tiene conto dei numeri reali del sistema italiano del riciclo. «Comprendiamo l’ansia del consumatore di fronte alla mole di pacchi natalizi, ma i dati ci dicono che quella montagna di scatole non è un problema, bensì una risorsa gestita con eccellenza dal sistema Italia», afferma Andrea Mecarozzi, presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici che rappresenta circa 300 piccole e medie imprese del nostro territorio. «Il nostro Paese vanta un tasso di recupero del 92,5% per carta e cartone, un record a livello europeo. Inoltre, l’89% della fibra utilizzata per produrre il cartone ondulato proviene già da materiale riciclato. Il pacco di Natale in cartone, quindi, nasce sostenibile e torna a essere materia prima in un ciclo chiuso quasi perfetto. Anche perché il cartone ondulato è la materia prima seconda più preziosa per il riciclo per le sue caratteristiche qualitative».
L’indagine evidenzia anche il ruolo centrale dell’e-commerce, che rappresenta il principale punto di contatto con il cartone ondulato per il 75% dei consumatori. Ma accanto all’aumento delle consegne cresce anche un comportamento più responsabile. Il 61% degli intervistati dichiara di riutilizzare le scatole per lo stoccaggio domestico, mentre il 44% le impiega per nuove spedizioni personali o per la vendita di oggetti di seconda mano. Il cartone, in questo senso, estende il proprio ciclo di vita e diventa una vera e propria “valuta circolare”, in linea con le aspettative di sostenibilità che arrivano soprattutto dalle generazioni più giovani, in particolare la Gen Z.
Dietro il picco visibile dei pacchi natalizi, sottolinea l’Associazione, c’è una filiera meno percepita ma onnipresente. «I dati confermano che il nostro settore, composto da centinaia di PMI radicate sul territorio, è il “motore silenzioso” di un Natale che può dirsi davvero sostenibile», conclude Mecarozzi. «Ogni singolo prodotto che arriverà nelle nostre case per Natale – dai regali agli alimenti, fino al vino – è stato protetto da un imballaggio in cartone ondulato lungo la catena distributiva. Il picco natalizio dei pacchi tornerà dunque a nuova vita, nell’ottica della massima circolarità e del rispetto dell’ambiente che caratterizzano il nostro compart».
