Il sistema oceanico globale – volendo usare un eufemismo – è in “affanno”. Le temperature in aumento, l’acidificazione crescente, l’erosione della biodiversità, l’inquinamento da plastica e lo sfruttamento intensivo delle risorse marine stanno mettendo sotto pressione l’ambiente marino e le sue funzioni vitali. A lanciare l’allarme è Li Junhua, capo del Dipartimento degli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite (DESA) e segretario generale della terza Conferenza delle Nazioni Unite sugli Oceani (UNOC 3), che si terrà a Nizza dal 9 al 13 giugno.
«Il sistema di supporto vitale del nostro pianeta è in uno stato di emergenza», ha sottolineato Junhua in una conferenza stampa che si è tenuta nella sede ONU di New York. «Il futuro dell’oceano non è predeterminato. Sarà plasmato dalle decisioni e dalle azioni che stiamo compiendo ora». Ha poi aggiunto: «L’UNOC 3 non sarà solo un altro incontro di routine. Speriamo che si riveli un’opportunità fondamentale per accelerare l’azione e mobilitare tutte le parti interessate attraverso i settori e le frontiere».
La struttura del vertice
Più di cinquanta capi di Stato e di governo, insieme a circa 1.500 delegati provenienti da quasi 200 Paesi, prenderanno parte ai lavori. Il programma prevede dieci sessioni plenarie, dieci tavole rotonde tematiche, una zona blu riservata alle delegazioni ufficiali e numerosi eventi paralleli.
Il vertice è co-organizzato da Francia e Costa Rica. La Francia punta a farne una tappa cruciale: «È un’emergenza», ha dichiarato Jérôme Bonnafont, rappresentante permanente francese alle Nazioni Unite. «Un’emergenza ecologica: stiamo assistendo al deterioramento della qualità degli oceani come ambiente, come serbatoio di biodiversità, come pozzo di carbonio». L’obiettivo dichiarato è la redazione di un Piano d’Azione di Nizza per gli Oceani, una «dichiarazione concisa orientata all’azione», come l’ha definita Junhua, accompagnata da nuovi impegni volontari.
Preparazione e temi
Tre eventi precederanno la conferenza. Il One Ocean Science Congress (4–6 giugno) riunirà migliaia di ricercatori. Il 7 giugno si terrà un vertice su innalzamento del livello del mare e resilienza costiera. A Monaco, il 7 e 8 giugno, il Blue Economy Finance Forum coinvolgerà investitori e decisori politici.
Secondo l’ambasciatrice del Costa Rica, Maritza Chan Valverde, serve un cambiamento netto di approccio: «Ci aspettiamo impegni concreti con tempistiche chiare, bilanci e meccanismi di responsabilità. Questa volta è diverso: zero retorica, massimi risultati».
Dall’ambizione all’azione
Il tema ufficiale dell’UNOC 3 – Accelerare l’azione e mobilitare tutte le parti interessate per conservare e utilizzare in modo sostenibile l’oceano – include questioni come pesca sostenibile, interazioni tra biodiversità e clima, riduzione dell’inquinamento marino.
«Questo è il momento di trasformare l’ambizione in azione», ha concluso Li Junhua. Ha infine lodato la «leadership visionaria» di Francia e Costa Rica, che hanno reso possibile l’organizzazione dell’incontro.
Lo slogan scelto dal Costa Rica riassume l’urgenza e l’obiettivo: «Cinque giorni. Un oceano. Un’opportunità unica».
