C’è un dato che racconta meglio di altri l’evoluzione dell’economia circolare italiana: per la prima volta il recupero di materia dei pneumatici fuori uso ha superato il recupero energetico. Un sorpasso che segna un cambio di passo nella gestione degli Pneumatici Fuori Uso (PFU) e conferma la crescente capacità del sistema di trasformare un rifiuto in una risorsa industriale.
A evidenziarlo è il Report di Sostenibilità 2025 di Ecopneus, la società consortile che coordina raccolta e trattamento dei pneumatici fuori uso in Italia. Nel corso dell’anno sono state raccolte 199.408 tonnellate di PFU, pari al 124% del target previsto dalla normativa. Un risultato raggiunto grazie a una rete che ha effettuato oltre 52 mila prelievi presso più di 20 mila punti di raccolta distribuiti sull’intero territorio nazionale.
La novità più rilevante riguarda però la destinazione finale dei materiali. Nel 2025 il 51% dei flussi è stato avviato a recupero di materia, superando il 49% destinato al recupero energetico. Un risultato che testimonia la crescente domanda di materiali derivati dalla gomma riciclata e la maturazione di una filiera capace di generare applicazioni sempre più diversificate. A trainare questa crescita è soprattutto il mercato interno. L’81% della Gomma Vulcanizzata Granulare prodotta dalla filiera è rimasta in Italia, trovando impiego in numerosi settori: dalle superfici sportive ai campi in erba sintetica, dall’isolamento acustico in edilizia alle applicazioni industriali. Continua inoltre ad aumentare l’utilizzo della gomma riciclata negli asfalti modificati, una tendenza favorita dall’entrata a regime dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) per le infrastrutture stradali.
I benefici non si limitano agli aspetti industriali. Secondo l’analisi di Life Cycle Assessment certificata da RINA, nel 2025 la gestione dei PFU ha consentito di evitare emissioni per oltre 131 mila tonnellate di CO₂ equivalente, un valore paragonabile alla capacità di assorbimento annuale di circa 17,5 milioni di alberi. Il recupero dei materiali ha inoltre evitato il consumo di oltre 1,2 milioni di MWh di risorse fossili non rinnovabili, contribuendo anche a ridurre gli impatti sull’ecotossicità delle acque dolci e le emissioni di particolato grazie alla sostituzione di materie prime vergini con materiali riciclati. La filiera genera effetti rilevanti anche sul piano economico. Nel 2025 l’impiego di materiali ottenuti dai pneumatici fuori uso al posto di materie prime importate ha prodotto un risparmio stimato in 69,7 milioni di euro per il sistema Paese. Di questi, oltre 61 milioni di euro derivano direttamente dall’utilizzo della gomma riciclata.
Per Ecopneus, si tratta di un risultato che rafforza il valore strategico della filiera, non soltanto sotto il profilo ambientale ma anche per la riduzione della dipendenza dall’estero e per il sostegno alla competitività dell’industria nazionale. Accanto alle attività di raccolta e recupero, il 2025 ha visto proseguire anche numerosi progetti di ricerca e sviluppo. Tra le applicazioni più avanzate figurano nuove pavimentazioni stradali a bassa rumorosità, sistemi di protezione per motociclisti installati sulle barriere di sicurezza e soluzioni dedicate al benessere animale negli allevamenti. La gomma riciclata è stata inoltre impiegata nello sviluppo di superfici sportive modulari omologate per il basket 3×3 e in nuove applicazioni per i centri equestri, con l’obiettivo di migliorare sicurezza, comfort e sostenibilità.
I numeri del report certificano come la filiera dei pneumatici fuori uso nonsia più soltanto una filiera di trattamento dei rifiuti, ma un comparto industriale capace di generare valore economico, ridurre l’impiego di risorse vergini e contribuire agli obiettivi di decarbonizzazione e uso efficiente delle materie prime.
