Al 30 giugno 2025, in Italia risultano installati 67.561 punti di ricarica per veicoli elettrici a uso pubblico. La rilevazione, condotta dall’Osservatorio Motus-E, mostra un aumento netto di 10.569 unità rispetto all’anno precedente e di 1.569 punti solo nel secondo trimestre. Una crescita costante, ma ancora disomogenea sul territorio nazionale.
La diffusione della ricarica elettrica lungo le autostrade è uno degli indicatori più significativi. Attualmente si contano 1.159 punti attivi nel sistema autostradale, con un incremento di oltre 200 unità in un anno. Di questi, l’85% è di tipo veloce in corrente continua, e il 62% supera i 150 kW di potenza. Complessivamente, il 45% delle aree di servizio lungo la grande viabilità è dotato di almeno una colonnina, mentre nei pressi degli svincoli autostradali (entro 3 km) sono presenti altri 2.527 punti di ricarica, di cui circa sei su dieci veloci.

Per Fabio Pressi, presidente di Motus-E, questi numeri rappresentano un passo avanti importante, ma non ancora sufficiente: «Grazie all’impegno degli operatori, l’infrastruttura di ricarica italiana continua a espandersi e, in particolare, la situazione in autostrada è notevolmente migliorata, permettendo oggi di viaggiare in elettrico in modo sempre più sereno lungo le principali arterie del Paese». Pressi non nasconde che «ci sia ancora un importante lavoro da fare per migliorare la capillarità, soprattutto nel Mezzogiorno, e sulla grande viabilità è fondamentale che vengano lanciate quanto prima le gare per l’assegnazione dei servizi di ricarica sulle tratte rimaste indietro nel processo di infrastrutturazione».
E aggiunge: «Di fronte a una sfida strategica per la competitività del sistema Paese serve l’impegno di tutti, a partire da una visione condivisa dello stato dell’arte. In quest’ottica auspichiamo che la Piattaforma Unica Nazionale (PUN), promossa dal MASE e realizzata da GSE e RSE con il contributo di Motus-E, venga pienamente valorizzata e posta al centro dell’atteso aggiornamento del Piano Nazionale Infrastrutturale per la Ricarica dei veicoli Elettrici (PNIRE), che dovrebbe rappresentare il punto di riferimento normativo unificato per il settore».

Per essere efficace, il PNIRE dovrà dialogare con il PNIEC – il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima – che stabilisce obiettivi ambiziosi per la diffusione della mobilità elettrica nel Paese.

Un segnale positivo arriva anche dal calo dei punti installati ma non ancora attivati: il 14,5% del totale, in diminuzione rispetto al 17,9% registrato un anno fa. Una riduzione che indica un miglioramento nei tempi di connessione, pur mantenendo aperta la questione della semplificazione degli iter autorizzativi e della necessità di maggiore coordinamento tra attori pubblici e privati.

La Lombardia guida la classifica regionale con 13.763 punti (+2.861 in 12 mesi), seguita da Lazio, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. A livello provinciale, Roma si conferma al primo posto con 5.644 punti, davanti a Milano (4.604), Napoli (3.092), Torino (2.963) e Brescia (1.892).

Intanto, sul fronte europeo, l’operatore Electra annuncia la sottoscrizione di un green loan da 433 milioni di euro, che si aggiunge a una raccolta complessiva superiore al miliardo dal lancio dell’azienda. I fondi – 283 milioni già impegnati e 150 milioni disponibili in forma incrementale – serviranno a rafforzare la rete di ricarica ultraveloce, oggi composta da oltre 500 stazioni attive in nove Paesi. L’obiettivo è arrivare entro il 2030 a 2.200 stazioni e 15.000 punti di ricarica ad alta potenza, localizzati principalmente in aree urbane ad alta densità, hub di transito e direttrici stradali principali.

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