La transizione energetica passa anche dai tetti delle stalle e dei capannoni agricoli. In Lombardia prende forma un’alleanza che prova a tenere insieme produzione di energia rinnovabile, tutela del suolo e valorizzazione dell’agricoltura. È l’obiettivo dell’accordo siglato a Milano tra Coldiretti Lombardia e ForGreen Spa Società Benefit, azienda veronese attiva dal 2009 nella condivisione energetica.

L’intesa avvia anche sul territorio lombardo il progetto “Energia agricola a km 0”, già sperimentato in altri contesti, e apre gratuitamente alle aziende agricole associate a Coldiretti la possibilità di entrare in una filiera energetica locale, pensata per sostenere il territorio senza sottrarre terreno coltivabile.
Il progetto consente alle aziende agricole già dotate di impianti fotovoltaici di vendere l’energia prodotta direttamente a ForGreen, semplificando la gestione dei rapporti commerciali, delle fatture e dei ricavi. Le imprese aderenti potranno inoltre utilizzare la certificazione internazionale EKOenergy, che attesta una produzione e un consumo di energia da fonti realmente rinnovabili.

«La tutela dell’ambiente non può prescindere dal coinvolgimento degli agricoltori, veri e propri custodi della natura» dichiara Gabriele Nicolis, amministratore delegato di ForGreen. «Ecco perché abbiamo voluto supportare Coldiretti Lombardia nello sviluppo di questo progetto di condivisione energetica. Il nostro obiettivo è quello di garantire alle aziende agricole socie di poter trarre valore dalla produzione e dal consumo di energia rinnovabile, nel pieno rispetto dell’ambiente e del territorio. Per noi – ha aggiunto Nicolis – è un orgoglio poter aggiungere questa tappa al percorso di sostenibilità condivisa che la nostra azienda porta avanti da oltre 25 anni».

In Lombardia il tema appare particolarmente sensibile. Secondo i dati di Coldiretti, oltre 3.600 impianti fotovoltaici realizzati dai soci sui tetti dei fabbricati agricoli hanno già evitato l’occupazione di più di 600 ettari di suolo agricolo. Questi impianti scambiano con la comunità locale circa 300 GWh di energia all’anno, contribuendo a una produzione diffusa e integrata nel territorio.

«La transizione energetica passa dalle campagne lombarde – afferma Gianfranco Comincioli, presidente di Coldiretti Lombardia – in un contesto in cui già oggi più di 3.600 impianti fotovoltaici realizzati da soci Coldiretti sui tetti dei fabbricati agricoli hanno evitato l’occupazione di suolo agricolo per oltre 600 ettari, e scambiano con la comunità locale circa 300 GWh all’anno. Per questo l’obiettivo dell’intesa con ForGreen è fare rete tra le imprese nostre associate dotate di fotovoltaico per agevolarle nella vendita e nella gestione quotidiana, così da spingere sempre più aziende verso la produzione di energia rinnovabile senza consumo di suolo».

Già oggi, sottolinea Coldiretti, tutte le sedi degli uffici dell’organizzazione utilizzano energia pulita prodotta dalle aziende agricole aderenti al progetto, rafforzando il legame tra produzione locale e consumo.

“Energia agricola a km 0” si propone anche come risposta a un nodo critico per il settore: la crescente pressione sul suolo agricolo legata a operazioni speculative e a modelli di transizione energetica che richiedono nuove superfici. In particolare in Lombardia, la sottrazione di terreno coltivabile è percepita come una minaccia concreta alla continuità dell’attività agricola.
La scelta di ForGreen come partner si inserisce in questo quadro. L’azienda veronese opera da oltre quindici anni nell’energy sharing e ha registrato risultati che ne delineano il profilo industriale: oltre 7.000 tonnellate di CO₂ evitate, più di 16.000 barili di petrolio risparmiati, circa 30 milioni di euro di investimenti nella transizione energetica, con un potenziale in crescita.

Con questo accordo, Coldiretti Lombardia e ForGreen puntano a rafforzare una filiera energetica agricola che integri innovazione e presidio del territorio, in linea con l’indirizzo della Regione Lombardia verso modelli di sviluppo più sostenibili. Un passo che prova a spostare la transizione energetica dalle grandi superfici ai tetti esistenti, e che vuole rimettere l’agricoltura al centro di una trasformazione che coinvolge energia, ambiente ed economia locale.

 

 

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