Il fotovoltaico in Italia non è più solo una scommessa, ma una realtà in piena espansione. Il 2024 ha già segnato numeri record: oltre 265.000 nuovi impianti installati e una crescita della capacità pari al 36% rispetto all’anno precedente (dati Terna elaborati da Acea Energia). E mentre il settore si afferma come il più dinamico tra le fonti rinnovabili, lo Stato fa la sua mossa.
L’Agenzia del Demanio ha infatti pubblicato i primi quattro bandi per la concessione di terreni statali inutilizzati destinati alla realizzazione e gestione di impianti fotovoltaici. Si tratta di un progetto pilota che coinvolge quattro siti già idonei nei comuni di Lecce, Campomarino (CB), Spilimbergo (PN) e Narni (TR), pensato per innescare un circolo virtuoso tra patrimonio pubblico in disuso e produzione energetica sostenibile.
“È un modello win-win”, si legge nella nota dell’Agenzia, “che consente di valorizzare aree non destinate ad altre funzioni e, al contempo, incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili attraverso il coinvolgimento delle Esco e delle comunità energetiche”.

Comunità energetiche e territori protagonisti
Al centro del progetto ci sono le Energy Service Company (Esco), chiamate a realizzare gli impianti e a gestirli, anche attraverso modelli di autoconsumo condiviso come le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Le proposte progettuali che prevedono la costituzione di comunità energetiche ottengono un punteggio premiale, a condizione che includano almeno un Comune.
L’obiettivo è rendere i territori attori attivi della transizione: “Gli incentivi del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) potranno compensare i consumi energetici di edifici pubblici, come scuole, biblioteche e uffici, all’interno delle comunità”.
Il GSE affiancherà il Demanio nel promuovere l’iniziativa e nell’attivare i Comuni interessati, sia per la creazione di nuove CER sia per coinvolgere quelle già operative, facilitando l’accesso alle opportunità offerte dai bandi.

Terreni pubblici, energia condivisa
Le aree oggetto della concessione rientrano in un patrimonio spesso dimenticato: fasce stradali, zone industriali dismesse, lotti acquisiti per devoluzioni. Adesso, con questo progetto, possono tornare a essere risorse attive al servizio della collettività.
L’iniziativa punta a valorizzare il patrimonio pubblico, incentivare gli investimenti privati, produrre energia pulita, favorire l’innovazione, adattare le soluzioni alle specificità dei territori, sostenere la crescita sostenibile.

Il fotovoltaico corre, ma non senza ostacoli
Secondo i dati Terna elaborati da Acea Energia, nel 2024 l’Italia ha visto un’espansione significativa: +6.108 MW di capacità installata, superando il +4.509 MW del 2023. Anche la produzione ha segnato un +5.395 GWh, nonostante le condizioni climatiche meno favorevoli.
Il dato conferma la resilienza del settore e la sua capacità di compensare eventuali cali di producibilità legati al meteo. Il percorso non è comunque privo di ostacoli. Burocrazia, tempi autorizzativi, incertezze regolatorie e accesso agli incentivi restano nodi critici da sciogliere per sbloccare il pieno potenziale del fotovoltaico.
Come sottolinea Società Energia Italia, “nell’ottica della transizione energetica è cruciale puntare su fonti rinnovabili e adottare soluzioni innovative capaci di integrare la produzione distribuita nei territori”.

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