Dal cuore del sistema di open innovation veronese arriva un’iniziativa che guarda al futuro dell’agroalimentare italiano. Il Verona Agrifood Innovation Hub (VAIH) ha da poco presentato il Foodtech Incubator, programma dedicato a trasformare ricerche universitarie, spin-off e idee early-stage in imprese capaci di affrontare le sfide del settore.
Il nodo da sciogliere è quello del tech transfer: in Italia solo il 15% delle tecnologie nasce nelle università, mentre il 76,8% si sviluppa nelle startup. Un divario che rallenta il passaggio delle innovazioni dal laboratorio al mercato, proprio in un comparto da 75 miliardi di euro nel 2024.

Partner e rete scientifica
Il VAIH è nato dalla collaborazione tra Eatable Adventures, acceleratore foodtech internazionale, e partner istituzionali e industriali come Fondazione Cariverona, UniCredit, Comune di Verona, Veronafiere, Confindustria Verona, Università di Verona, VASONGROUP e Mulino Padano. Con l’ingresso dell’Università di Padova, la rete si amplia ulteriormente, consolidando il ruolo dell’hub come ponte tra ricerca e mercato.
Il progetto gode del patrocinio di CREA e Federalimentare e si avvale della collaborazione di CNR, Confagricoltura Verona, Università di Verona e Università di Padova, garantendo competenze scientifiche e un canale diretto di trasferimento tecnologico verso le imprese.

Call4Projects e percorso di incubazione
Il bando è aperto dallo scorso 23 settembre e selezionerà fino a 10 progetti ad alto potenziale. Il percorso partirà a novembre e si concluderà con un DemoDay a febbraio 2026, davanti a investitori, aziende e istituzioni.
Le aree di candidatura sono cinque: Agricoltura innovativa, Ingredienti e prodotti Next-Gen, Economia circolare e upcycling, Biotech e nuovi processi produttivi, Deep Tech per la filiera agroalimentare.
Il programma prevede un bootcamp iniziale, sessioni di gruppo online e mentorship individuale. L’obiettivo è trasformare le idee embrionali in startup pronte ad affrontare percorsi di accelerazione e ad aprirsi a partner industriali e investitori.

La strategia nazionale
Con il Foodtech Incubator, il VAIH segna anche l’avvio della propria espansione a livello nazionale, con l’intenzione di replicare il modello in altri poli strategici italiani.
«Foodtech Incubator rappresenta l’evoluzione naturale del nostro modello di successo» ha spiegato Filippo Federico, Ecosystem Manager del Verona Agrifood Innovation Hub. «In due anni abbiamo dimostrato che da Verona si può costruire un ecosistema nazionale capace di attrarre giovani talenti e rafforzare la filiera agroalimentare italiana. Ora portiamo questa esperienza al livello successivo: un programma dedicato che trasforma la ricerca universitaria, e non solo, in imprese concrete, offrendo alle aziende innovazione tecnologica e accesso privilegiato ai migliori innovatori del settore. Il nostro obiettivo è consolidare la leadership del Made in Italy agroalimentare nel mondo».

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