Spegnere una luce non basta più. Ma resta un gesto che continua a tenere insieme simbolo e sostanza. Il 16 febbraio 2026 l’Italia celebra la XXII edizione di “M’illumino di meno”, la campagna sul risparmio energetico e sugli stili di vita sostenibili nata nel 2005 da un’intuizione della trasmissione radiofonica Caterpillar su Rai Radio2, e oggi diventata Giornata nazionale per legge.
Quest’anno il titolo cambia forma e contenuto e diventa “M’illumino di Scienza”. Un passaggio non solo simbolico, che sposta l’attenzione dal gesto individuale alla conoscenza come infrastruttura della transizione energetica. Un richiamo esplicito al ruolo della ricerca in una fase segnata da crisi energetiche, conflitti geopolitici e rallentamenti sugli investimenti green.

Dalla radio al Paese
La campagna prende forma nel 2005, nel giorno del ventennale del Protocollo di Kyoto. Da allora cresce fino a diventare, nel 2022, una ricorrenza istituzionale riconosciuta dal Parlamento con la Legge n. 34. Oggi “M’illumino di meno” coinvolge Comuni, scuole, musei, imprese, università e cittadini.
Partner nazionale dell’edizione 2026 è, ancora una volta, la Rete dei Comuni Sostenibili, che invita le amministrazioni aderenti a partecipare con una serie di azioni coordinate e concrete: dallo spegnimento simbolico di edifici e monumenti pubblici all’organizzazione di iniziative senza utilizzo di energia elettrica.
«La partecipazione a “M’illumino di meno” mira ad accrescere il valore internazionale dell’iniziativa, con l’obiettivo di arrivare alla creazione di una Giornata europea dedicata al risparmio energetico e agli stili di vita sostenibili», afferma la presidente della Rete, Benedetta Squittieri. «Ringrazio i comuni che hanno già aderito e quelli che lo faranno nei prossimi giorni: ormai la sensibilizzazione è altissima e i risultati concreti sono evidenti».
Tra le novità introdotte quest’anno, l’istituzione delle Menzioni Speciali per le iniziative locali più significative. In collaborazione con la redazione di Caterpillar, saranno selezionati tre Comuni sulla base di criteri che includono originalità, capacità di coinvolgimento, qualità della comunicazione, impatto sul territorio e costruzione di comunità. La cerimonia di premiazione è prevista durante l’assemblea nazionale della Rete dei Comuni Sostenibili, in programma l’8 e 9 aprile 2026 al Museo dell’Ara Pacis, a Roma.

La scienza al centro
Il filo conduttore dell’edizione 2026 è il sapere scientifico. Non una cornice teorica, ma un riferimento operativo: dalle fonti rinnovabili all’efficienza energetica, fino al contrasto alla disinformazione climatica.
Negli anni, “M’illumino di meno” ha costruito un’alleanza stabile con alcune delle principali istituzioni scientifiche italiane, tra cui Accademia dei Lincei, CNR, ENEA, INAF, INFN, IIT, la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile e i Planetari italiani. A queste si aggiunge nel 2026 il CICAP, impegnato nel contrasto alle pseudoscienze e alle narrazioni fuorvianti sui cambiamenti climatici.
La maratona radiofonica ha preso il via il 16 gennaio con una diretta speciale dal CERN di Ginevra: per la prima volta Rai Radio2 ha trasmesso dall’interno dell’esperimento LHCb, a cento metri sotto terra, in collaborazione con l’INFN. Un luogo simbolico per ribadire che l’innovazione tecnologica è parte della risposta alla crisi energetica.
Accanto alla dimensione scientifica, resta quella civile. Anche quest’anno l’iniziativa è accompagnata dal viaggio in bicicletta di Silvia Gottardi, di Cicliste per caso, da Parigi – sede delle Olimpiadi 2024 – ai territori delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, come richiesta simbolica di tregua nei conflitti in corso e di attenzione agli ecosistemi.

Le adesioni di Barilla e TIM
All’interno della sua cornice più generale, “M’illumino di meno” continua a funzionare anche come spazio di impegno pubblico per le imprese.
Barilla rinnova la propria adesione annunciando l’obiettivo di raggiungere entro il 2030 una potenza installata di 24 MW di auto-produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il percorso è sostenuto dall’Energy & Water Plan avviato nel 2024, che prevede 168 milioni di euro di investimenti cumulati entro il 2030 sui 30 siti produttivi del Gruppo, presente in oltre 100 Paesi. Il piano interviene su tre direttrici: efficientamento energetico dei processi industriali, gestione sostenibile delle risorse idriche e sviluppo di impianti di autoproduzione.
Anche TIM partecipa alla XXII edizione spegnendo, il 16 febbraio, le luci delle principali sedi di Roma e Milano e coinvolgendo circa 17mila dipendenti, invitati ad adottare comportamenti virtuosi nell’uso delle risorse. L’iniziativa si estende anche ai clienti, che ricevono un SMS dedicato per aderire alla campagna.
«Per TIM la sostenibilità è un impegno quotidiano che attraversa le scelte industriali, tecnologiche e organizzative. È con questo approccio che vogliamo guidare il cambiamento, a partire dalle nostre infrastrutture, dai data center e dalle persone», sottolinea Maria Enrica Danese, Direttrice Corporate Communication & Sustainability del Gruppo.

Un gesto collettivo che coinvolge anche la cultura
A spegnere le luci, simbolicamente, saranno anche musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali, che aderiscono alla campagna in collaborazione con la Direzione Rai per la Sostenibilità – ESG. Un richiamo pubblico alla riduzione degli sprechi e al ruolo delle istituzioni nella diffusione di una cultura della sostenibilità.

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