Un elefante che porta il corpo senza vita del proprio cucciolo, uno scarabeo stercorario al lavoro, un raro anfibio nelle acque sotterranee del Friuli. Sono alcune delle storie raccontate dalle immagini del Wildlife Photographer of the Year, il concorso di fotografia naturalistica promosso dal Natural History Museum di Londra, che torna a Milano dal 20 novembre 2026 al 7 febbraio 2027, al Museo della Permanente. La mostra è organizzata dall’Associazione culturale Radicediunopercento, presieduta da Roberto Di Leo, con LifeGate come media partner.
In esposizione, in contemporanea con Londra, ci sono le 100 fotografie premiate alla 62ª edizione, selezionate tra 65.403 candidature provenienti da 113 Paesi. Gli scatti sono stati valutati in forma anonima da una giuria internazionale, sulla base di creatività, originalità, qualità tecnica e rilevanza per la tutela della natura.
A vincere il titolo di Wildlife Photographer of the Year 2026 è l’italiano Federico Veronesi, da oltre vent’anni residente in Kenya. La sua fotografia, The Aftermath (Dopo la tragedia), è stata realizzata nella Huab River Valley, in Namibia, e ritrae una femmina adulta di elefante che emerge dalla vegetazione portando il corpo del piccolo. Un’immagine che restituisce la complessità emotiva e sociale di questi animali senza ricorrere a effetti spettacolari.
Il premio Young Wildlife Photographer of the Year 2026 è andato a Oscar Whitfield, giovane fotografo dello Zimbabwe e del Regno Unito. Con Labour of Love (Un atto d’amore), scattata nel Parco nazionale di Zambezi, in Zimbabwe, racconta una femmina di scarabeo stercorario che trasporta una pallina di sterco destinata a nutrire la propria larva.
Veronesi ha ricevuto anche l’Impact Award 2026 e una menzione d’onore nella categoria “Ritratti di animali” per Sanctuary Survivors (Sopravvissuti del Santuario). La fotografia mostra un gruppo di rinoceronti bianchi meridionali mentre raggiunge una pozza d’acqua nella Solio Game Reserve, in Kenya, area di riferimento per la protezione e la riproduzione dei rinoceronti e per il trasferimento degli esemplari verso altre riserve.
Tra le menzioni d’onore italiane figurano anche Marco Colombo, con Cave of Wonder (La grotta delle Meraviglie), dedicata a un raro proteo in una grotta del Friuli-Venezia Giulia; Fabio Sartori, autore di Swept Away (Spazzato via), che gioca con la prospettiva per mostrare una formica trasportata dal vento su un seme; e Carlo Antonio D’Aurizio, premiato per Starling Morning Cloud (Nuvola di storni mattutina), che ritrae un grande stormo in volo sul fiume Tirino, in Abruzzo.
Le fotografie raccontano comportamenti animali, habitat remoti, biodiversità minacciata e trasformazioni degli ecosistemi, con uno sguardo che comprende anche gli effetti del cambiamento climatico. Le immagini sono presentate in grandi cornici retroilluminate a LED; 25 scatti selezionati dal pubblico attraverso il People’s Choice sono raccolti in uno slideshow su uno schermo di quattro metri. Una sala video propone inoltre filmati dal backstage, interviste e contenuti dedicati alle fotografie premiate. Le didascalie approfondiscono le storie degli scatti, le tecniche utilizzate e le informazioni scientifiche sulle specie ritratte.
La mostra offre anche uno strumento per leggere lo stato degli ecosistemi: il Biodiversity Intactness Index (BII), sviluppato dagli scienziati del Natural History Museum, misura quanto gli ambienti naturali abbiano conservato la propria integrità e individua le aree più compromesse. Un indicatore utile per comprendere le pressioni sulla biodiversità e orientare gli interventi di tutela e ripristino.
Accanto all’esposizione sono previste visite guidate, attività didattiche per scuole e gruppi e incontri di divulgazione scientifica. Il naturalista e fotografo Marco Colombo accompagnerà i visitatori alla scoperta delle immagini nelle visite del venerdì sera, mentre le attività educative saranno curate da Verdeacqua, impresa sociale attiva da 25 anni nella tutela ambientale.
Il programma collaterale comprende anche quattro serate gratuite dedicate alla fotografia e alle scienze naturali: tra gli appuntamenti, il 16 gennaio la presentazione del libro Mediterraneo: il lato selvaggio con Marco Colombo, Bruno D’Amicis e Ugo Mellone; il 23 gennaio un incontro sui funghi con Nicolò Oppicelli; il 30 gennaio un viaggio nelle strategie delle piante con Nicola Messina; e il 6 febbraio un approfondimento su Nemo’s Garden, il sistema di coltivazione subacquea raccontato dal biologo marino Emilio Mancuso. Radicediunopercento proporrà inoltre corsi di fotografia, seminari e workshop in natura, con un calendario che sarà comunicato prossimamente.
