Ci sono libri che arrivano nel momento giusto. Non perché inseguano l’attualità, ma perché riescono a raccontarla prima ancora che diventi evidente a tutti. Calùra (Rubbettino Editore), romanzo d’esordio di Saverio Gangemi, 39 anni, brasiliano di origini e calabrese di adozione, e vincitore dell’edizione 2026 del Premio Demetra promosso da Comieco, appartiene a questa categoria. È una storia di finzione che racconta di un’apocalisse contadine ambientata in un tempo feudale, ma la sensazione che lascia al lettore è sorprendentemente attuale e concreta: quella di un caldo che non è soltanto una condizione atmosferica, ma una forza capace di modificare i luoghi, i comportamenti e le relazioni.
Mentre le cronache raccontano città deserte nelle ore centrali della giornata, fontane prese d’assalto, allerte rosse e temperature che in molte aree d’Italia sfiorano i 40 gradi, il romanzo di Gangemi sembra dialogare con il presente senza mai trasformarsi in un manifesto ambientalista. Preferisce farlo attraverso la narrazione.
Ambientato in un piccolo paese sospeso in un’estate senza fine, Calùra segue le vicende di una comunità costretta a fare i conti con un caldo implacabile, con l’esaurimento progressivo delle risorse e con un rapporto sempre più fragile con l’ambiente circostante. La crisi climatica non viene spiegata né commentata, ma è come se prendesse corpo nei gesti quotidiani, nelle paure, nelle attese e nei silenzi dei protagonisti. È probabilmente questa la forza del libro. Più che descrivere un’emergenza, riesce a farne percepire il peso, trasformando il cambiamento climatico che stiamo sperimentando in questi giorni in un’esperienza narrativa. Non sorprende, quindi, che il romanzo sia stato premiato dal Premio Demetra, riconoscimento promosso da Comieco per valorizzare le opere capaci di affrontare le grandi questioni ambientali attraverso la letteratura. L’obiettivo del premio non è soltanto raccontare la sostenibilità, ma contribuire a costruire una cultura ambientale che renda più comprensibili le trasformazioni in corso.
Come osserva Roberto Di Molfetta, direttore generale di Comieco: «Di fronte alla nuova normalità del caldo estremo, rafforzare la cultura ambientale come fa il Premio Demetra di Comieco e le buone pratiche di riduzione delle emissioni con il riciclo della carta danno alle persone strumenti ed esempi concreti per comprendere e sostenere il cambiamento».
La riflessione proposta da Calùra evita però qualsiasi lettura allegorica troppo semplice. Lo stesso Saverio Gangemi, intervistato recentemente da la Repubblica, respinge un parallelismo diretto tra il suo romanzo e gli eventi climatici di oggi, indicando piuttosto una differenza fondamentale tra il piano della finzione e quello della realtà:
«Non vedo il parallelismo con Calùra perché nella fantasia si verificano eventi distruttivi e però soprannaturali e a cui nulla poter opporre, se non la contrizione per aver scatenato le ire del Cielo o di un demone. Nella realtà ci sono responsabilità precise. L’uomo distrugge perché è concentrato sull’oggi, sulle comodità dell’oggi. Non si proietta nel futuro. Il futuro non lo riguarda, o almeno non lo riguarda oltre le generazioni dei nipoti, dei pronipoti al più. E si difende negando la china disastrosa o sminuendola come la replica ciclica di mutamenti sempre accaduti e sempre risolti. Vi provvederà chi verrà dopo, ci diciamo senza dircelo, senza soffermarci a pensare che potrebbe non esserci più un dopo bastevole a invertire la rotta».
Le sue parole spostano il discorso dalla dimensione simbolica a quella della responsabilità. Se nel romanzo il caldo assume quasi una natura metafisica, nella realtà le cause della crisi climatica sono note e documentate. La questione non è più comprendere se il cambiamento sia in atto, ma decidere come affrontarlo. Da questo punto di vista, Calùra ricorda che la letteratura non offre soluzioni tecniche. Può però fare qualcosa di altrettanto importante: cambiare il modo in cui osserviamo il presente. Ed è proprio da uno sguardo diverso che spesso comincia ogni trasformazione, anche quella che passa attraverso gesti quotidiani come ridurre gli sprechi, utilizzare meglio le risorse o contribuire, con una corretta raccolta differenziata di carta e cartone, a un modello più circolare.
Il valore del romanzo di Gangemi risiede soprattutto qui, nel riuscire a raccontare una crisi che ormai abita la nostra quotidianità senza trasformarla in un semplice tema di cronaca, ma restituendole profondità umana e immaginazione narrativa.
