Dalle discariche può arrivare una fonte di gas rinnovabile ancora poco valorizzata. La decomposizione dei rifiuti organici genera infatti biogas, composto soprattutto da metano e anidride carbonica, che deve essere captato per limitare l’inquinamento e i rischi di incendio. Spesso, però, viene bruciato in torcia o utilizzato con sistemi poco efficienti. Recuperare il metano significa anche intervenire su un gas serra con un potenziale di riscaldamento circa 80 volte superiore a quello della CO₂ nell’arco di vent’anni. In Italia, secondo i dati ISPRA citati dall’azienda, sono operative circa 250 discariche e ogni anno vengono smaltiti oltre 4,4 milioni di tonnellate di rifiuti urbani. Anche i siti in post-gestione possono continuare a produrre biogas per decenni.
Su questa risorsa lavora Waga Energy, società francese fondata nel 2015 da tre ingegneri provenienti da Air Liquide, Mathieu Lefebvre, Nicolas Paget e Guénaël Prince. La sua tecnologia proprietaria WAGABOX® trasforma il biogas di discarica in biometano conforme agli standard richiesti per l’immissione nelle reti del gas, destinato a utenze domestiche, industria e trasporti.

Il processo combina filtrazione a membrana, per separare anidride carbonica e impurità, e distillazione criogenica, che consente di isolare il metano da azoto e ossigeno. Gli impianti sono automatizzati e monitorati a distanza. Il modello di business prevede che Waga Energy finanzi, costruisca, possieda e gestisca gli impianti, condividendo con i gestori delle discariche i ricavi dalla vendita del biometano: questi ultimi possono così valorizzare il gas senza sostenere direttamente gli investimenti.
Il gruppo opera oggi in sette Paesi – Francia, Spagna, Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Brasile – con oltre 300 dipendenti e ricavi pari a 59,6 milioni di euro nel 2025. I 38 impianti in funzione hanno una capacità complessiva superiore a 2,1 TWh l’anno. Nel 2025, le attività dell’azienda hanno consentito di evitare emissioni per 310.000 tonnellate di CO₂ equivalente. In Italia la strategia parte dalla Toscana, dove sono in costruzione i primi due impianti. A Podere Rota, nel comune di Terranuova Bracciolini (Arezzo), il progetto sviluppato con Centro Servizi Ambiente Impianti (CSAI), partecipata da Iren attraverso Valdarno Ambiente, punta a produrre fino a 29 GWh di biometano l’anno. La riduzione delle emissioni è stimata in circa 5.900 tonnellate di CO₂ equivalente annue.
Il secondo impianto sorgerà nel polo di Scapigliato, a Rosignano Marittimo (Livorno), sito pubblico con una capacità di trattamento superiore a 300.000 tonnellate di rifiuti l’anno. Il contratto, assegnato nel 2025 tramite procedura pubblica, prevede che Waga Energy finanzi e gestisca l’impianto per un periodo iniziale di dieci anni. L’entrata in esercizio è prevista nel 2027, con una produzione attesa di 92 GWh annui e circa 15.500 tonnellate di CO₂ equivalente evitate ogni anno.
Le stime sulle emissioni evitate si basano sulla metodologia RED II e su fattori certificati ISCC, includendo un incremento ipotizzato del 10% legato al miglioramento della captazione del biogas dopo l’installazione della tecnologia. I due progetti rappresentano il primo passo per estendere la presenza dell’azienda nel mercato italiano. Waga Energy presenterà la propria tecnologia a Ecomondo, a Rimini, dal 3 al 6 novembre 2026, allo stand D5/512, incontrando gestori di discariche, operatori del settore e potenziali acquirenti di biometano.
Articoli correlati
Fotovoltaico, gli impianti privati sono la seconda forza rinnovabile in Italia
Quasi 2,2 milioni di impianti fotovoltaici sotto 1 MW possono produrre circa 33 TWh l’anno,…
Le rinnovabili crescono, ma serve accelerare nei prossimi cinque anni
Nel 2025 il mondo ha aggiunto 693 GW di nuova capacità rinnovabile, portando il totale…
L’idrogeno verde cambia geografia e si rilancia in Medio Oriente
I Paesi del Golfo, storicamente legati a petrolio e gas, hanno già investito oltre 11…
Crescono le comunità energetiche e la loro dimensione sociale
Sono 48.750 le richieste presentate nell’ambito del Pnrr, con 30.299 domande ammesse, 779 milioni di…
