Per l’industria alimentare l’acqua non è solo una materia prima, ma anche una variabile strutturale della produzione e dell’equilibrio ambientale. Negli ultimi anni Barilla ha rafforzato sensibilmente le politiche di gestione delle risorse, con risultati che riguardano sia il ciclo idrico degli stabilimenti sia il design degli imballaggi.
L’azienda ha scelto di ribadire questo percorso in occasione della Giornata Mondiale del Riciclo del 18 marzo e in vista della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo. Tra i dati più rilevanti: il 100% delle confezioni vendute in Italia è progettato per essere riciclato, oltre il 50% dei materiali di packaging utilizzati a livello globale è già riciclato e l’acqua riciclata e riutilizzata negli stabilimenti è aumentata del 45% nel 2024 rispetto al 2022.

Acqua: efficienza e riuso negli stabilimenti
Nel settore della pasta e delle conserve l’acqua è una risorsa centrale sia per la produzione sia per il funzionamento degli ecosistemi agricoli. Per questo – fa sapere Barilla – il gruppo lavora da anni alla riduzione progressiva dei consumi e alla diffusione di pratiche di recupero e riutilizzo nei processi industriali.
L’approccio si basa su un Sistema di Gestione Ambientale conforme alla norma ISO 14001 e sull’uso di strumenti di analisi del ciclo di vita dei prodotti (LCA), con particolare attenzione al Water Scarcity Index, che mette in relazione i consumi idrici con la disponibilità di acqua nei diversi territori.
L’acqua utilizzata negli stabilimenti, proveniente principalmente da acquedotti, pozzi o acque superficiali, viene costantemente monitorata, mentre gli impianti di trattamento delle acque reflue sono sottoposti a controlli per garantire il rispetto delle normative ambientali.
Ogni sito produttivo definisce inoltre obiettivi annuali di riduzione dei consumi idrici, monitorati attraverso la Supply Chain Scorecard, la piattaforma globale che raccoglie gli indicatori ambientali del gruppo.

Riciclo idrico
Il riutilizzo dell’acqua rappresenta uno degli ambiti di intervento più rilevanti. Nel 2024 il volume complessivo di acqua riciclata e riutilizzata è cresciuto del 45% rispetto al 2022. Nelle aree caratterizzate da maggiore rischio idrico l’incremento è ancora più marcato, con un aumento del 164%.
Un caso emblematico è quello dello stabilimento di Rubbiano, dedicato alla produzione di sughi e pesti. Qui il miglioramento dei sistemi di depurazione ha consentito un aumento del 28% dell’acqua riciclata nel solo 2024 e il recupero di oltre 62.000 metri cubi di acqua nel triennio 2022-2024, grazie a soluzioni avanzate di riciclo idrico.
L’impegno si estende anche alla filiera agricola: l’azienda collabora con i fornitori di pomodoro e basilico per promuovere pratiche agricole più efficienti nell’uso dell’acqua.
Guardando ai prossimi anni, il gruppo ha previsto oltre 5 milioni di euro di investimenti nello stabilimento di Rubbiano all’interno dell’Energy & Water Plan, un programma complessivo da 168 milioni di euro avviato nel 2024. L’obiettivo è aumentare del 250% l’indice di acqua riciclata nelle aree a maggiore stress idrico entro il 2030 rispetto al 2022.

Packaging
Un altro fronte riguarda la riduzione dell’impatto ambientale degli imballaggi, tema che coinvolge sia la gestione dei rifiuti sia le emissioni associate alla produzione dei materiali.
L’azienda fa sapere che oggi il 100% delle confezioni dei prodotti Barilla venduti in Italia — pasta, sughi e prodotti da forno — è progettato per essere riciclato. A livello globale oltre il 50% dei materiali utilizzati nel packaging è riciclato, mentre il 71% delle confezioni è realizzato in carta e cartoncino.
Questa strategia si basa sui Principi del Packaging Sostenibile, introdotti dall’azienda nel 1997 e aggiornati nel tempo. Tra i traguardi fissati per il prossimo decennio c’è l’eliminazione entro il 2030 di circa 4.000 tonnellate di materiale di packaging, attraverso progetti di redesign degli imballaggi.

Il caso “Blue Box”
Le confezioni della pasta rappresentano uno dei casi più visibili di questa evoluzione. Ogni anno l’azienda utilizza quasi 160.000 tonnellate di carta e cartone provenienti da filiere forestali gestite responsabilmente. Simbolo di questo approccio è la Blue Box, la storica confezione blu realizzata con cartoncino in fibra vergine proveniente da filiere gestite in modo sostenibile. Il packaging utilizza inoltre inchiostri a basso odore, che facilitano la riciclabilità nella filiera della carta.
Un ulteriore intervento riguarda l’eliminazione progressiva della finestrella di plastica dalle confezioni di pasta, una modifica che consente di ridurre l’immissione sul mercato di circa 126.000 chilogrammi di plastica ogni anno.

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