Il cartone ondulato è entrato stabilmente nella quotidianità di famiglie e imprese italiane, sostenuto dall’espansione dell’e-commerce e da una progressiva sostituzione di materiali più impattanti. A restituire una fotografia aggiornata del comparto è la ricerca Ipsos Doxa realizzata per l’Associazione Italiana Scatolifici tra ottobre e dicembre 2025, appena presentata a Roma, ma con un valore che va ben oltre il contesto istituzionale dell’evento.
Dall’indagine emerge innanzitutto un dato di familiarità: 8 italiani su 10 sanno cos’è il cartone ondulato e ne conoscono funzioni e caratteristiche. Oltre il 50% dei consumatori dichiara di interagire frequentemente con questo tipo di imballaggio, soprattutto nelle fasce di giovani adulti e nel Nord Italia, dove l’e-commerce è più diffuso. Non si tratta solo di un uso “passivo”: più della metà degli intervistati afferma di avere notato la sostituzione di materiali come pluriball e plastica rigida con il cartone, mentre è ormai comune il riutilizzo delle scatole per stoccaggio domestico, spedizioni personali e attività legate al mercato second hand.
Tutti i settori analizzati – food & beverage, abbigliamento-tessile, elettronica-tecnologia, arredamento-idrosanitario – dichiarano un aumento degli acquisti di imballaggi in cartone ondulato nell’ultimo anno. Il dato medio è del 57%, con picchi proprio nei comparti alimentare e dell’arredo. Accanto alla classica scatola in cartone avana o bianco, cresce la richiesta di soluzioni personalizzate: oltre 8 aziende su 10 considerano sempre più rilevanti progettazione su misura e cura dell’aspetto grafico.
Il 51% delle imprese intervistate afferma inoltre di avere già sostituito imballaggi in altri materiali – in particolare plastica flessibile, polistirolo e plastica rigida – con soluzioni in cartone ondulato.
Guardando al futuro, le aziende chiedono imballaggi più leggeri ma resistenti, sostenibili, modulari e integrati con soluzioni digitali, con l’obiettivo di ridurre l’over-packaging e migliorare l’efficienza logistica. La ricerca restituisce così l’immagine di un comparto maturo, ma in trasformazione, fortemente radicato nel tessuto produttivo nazionale e orientato soprattutto al mercato interno, composto in larga parte da piccole e medie imprese.
Sul piano industriale, tuttavia, non mancano le criticità. La competizione, alimentata dalla pressione sui prezzi, dalla difficoltà di reperire personale qualificato e dal confronto con operatori di maggiori dimensioni, è indicata come il principale fattore di rischio. In questo contesto, la personalizzazione dell’offerta è ormai un elemento strutturale, mentre l’innovazione si concentra sull’efficienza produttiva e sulla riduzione degli sprechi.
A fare da sfondo ai dati di mercato c’è un comparto che continua a distinguersi per performance ambientali. Nel 2024 il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici ha raggiunto il 92,5%, superando ampiamente l’obiettivo europeo fissato per il 2030. Come ha ricordato il direttore generale di Comieco, Carlo Montalbetti, «nel 2024 oltre 9 imballaggi in carta su 10 sono stati avviati a riciclo». Un risultato che accompagna una crescita strutturale della produzione: «dal 1999 al 2024 l’impiego di carta e cartone per gli imballaggi è aumentato di circa il 15%, passando da 4 a 4,7 milioni di tonnellate». Nello stesso periodo, ha aggiunto, «Comieco ha riconosciuto ai Comuni italiani oltre 2,75 miliardi di euro per l’avvio a riciclo degli imballaggi in carta».
Per l’Associazione Italiana Scatolifici, la ricerca rappresenta uno strumento di lettura strategica del settore. «Con questa ricerca abbiamo voluto analizzare percezioni e scenari futuri del comparto, raccogliendo il punto di vista delle imprese che acquistano imballaggi, dei produttori e dei consumatori», ha spiegato il presidente Andrea Mecarozzi. «Ne emerge un quadro chiaro e coerente: il cartone ondulato è un materiale sempre più conosciuto e apprezzato, in crescita e ampiamente riconosciuto per il suo elevato livello di sostenibilità».
Ma lo studio mette anche in guardia dai rischi di una competizione giocata solo sul prezzo. «La competizione basata esclusivamente sulla leva del prezzo – espressione di una globalizzazione spinta che ha progressivamente delocalizzato i centri produttivi e che rischia di far perdere le competenze faticosamente acquisite in anni di ricerca da parte dei nostri imprenditori e delle loro persone – sottrae risorse e competitività alle nostre PMI», ha concluso Mecarozzi. «Per affrontare con successo queste sfide e valorizzare il ruolo strategico degli scatolifici, è fondamentale la difesa dell’industria nazionale e la collaborazione concreta con le istituzioni».
La ricerca Ipsos Doxa restituisce l’immagine di un settore consapevole della necessità di evolvere, ma ancora in attesa di una visione condivisa. Tra concentrazione industriale, sostituzione della plastica e domanda crescente di sostenibilità, il cartone ondulato si conferma un nodo centrale delle filiere produttive e dei comportamenti di consumo, con margini di sviluppo che passano sempre più dalla qualità dei dati, dei processi e delle scelte industriali.
