Per le imprese che producono, utilizzano o immettono sul mercato imballaggi, il 12 agosto ha segnato l’inizio di una nuova fase. Il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, il PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), comincia infatti a tradursi in obblighi operativi dopo l’entrata in vigore generale dell’11 febbraio 2025.
«È una normativa uguale nei 27 Paesi dell’Unione, che punta a creare un mercato unico degli imballaggi e dei materiali di imballaggio e pone al centro il tema della circolarità dei materiali», spiega Simona Fontana, direttore generale di Conai, intervistata da Adnkronos.
Il Regolamento guarda al 2040, ma la trasformazione comincia da subito. Il suo obiettivo non riguarda soltanto la gestione dei rifiuti, ma interviene sull’intero ciclo di vita del packaging, dalla progettazione alla produzione, dall’utilizzo al fine vita. La direzione è quella di ridurre peso e volume degli imballaggi, eliminare gli eccessi, favorire il riuso e rendere i prodotti più facilmente riciclabili, con l’obiettivo di arrivare entro il 2030 a imballaggi riciclabili. Per le aziende significa quindi ripensare il packaging prima ancora che diventi rifiuto.
«Il PPWR prevede da un lato obiettivi più sfidanti di riciclo, ma pone soprattutto l’attenzione alle caratteristiche di progettazione degli imballaggi, con particolare attenzione al tema del riutilizzo, del riciclo e anche delle prestazioni ambientali dei pack che vengono immessi al consumo in tutta l’Unione».
La dichiarazione di conformità
La scadenza del 12 agosto introduce alcune delle prime disposizioni applicabili. Tra queste c’è la dichiarazione di conformità, destinata ad accompagnare gli imballaggi e a raccogliere le informazioni necessarie a dimostrarne il rispetto dei requisiti previsti dal Regolamento.
«Iniziano a entrare in vigore alcune primissime regolamentazioni, che riguardano in particolare la dichiarazione di conformità degli imballaggi rispetto a determinati requisiti», sottolinea Fontana.
Tra le verifiche previste rientra il rispetto dei limiti relativi ai metalli pesanti e ai PFAS negli imballaggi destinati al contatto diretto con gli alimenti. I PFAS, le cosiddette “sostanze chimiche per sempre”, vengono così sottoposti a restrizioni specifiche, con un impatto diretto sulla progettazione e sulla scelta dei materiali destinati al packaging alimentare. La dichiarazione dovrà inoltre indicare se un imballaggio è progettato per essere riutilizzato.
«Inoltre dovranno sempre essere riportati all’interno della dichiarazione di conformità l’indicazione della riutilizzabilità per quei pack progettati per essere riutilizzati. Questa è una prima grande novità: di fatto l’imballaggio stesso viene considerato un vero e proprio prodotto. E quindi il PPWR va a introdurre le necessarie informazioni sulle caratteristiche di questo prodotto, che devono essere trasferite tra gli operatori delle filiera in tutti i 27 Paesi dell’Unione». Col cambio di prospettiva il packaging non viene più considerato soltanto come il contenitore di un prodotto, ma come un elemento che deve avere caratteristiche verificabili e informazioni tracciabili lungo la filiera europea.
Un regolamento unico per tutta l’Europa
Il PPWR, formalmente Regolamento (UE) 2025/40, sostituisce il precedente mosaico di norme nazionali con un quadro comune per tutti i 27 Stati membri. Le disposizioni riguardano tutti i principali materiali – plastica, carta, vetro e metalli – e gli imballaggi immessi sul mercato europeo, indipendentemente dal Paese in cui vengono prodotti.
Le linee guida applicative erano state pubblicate il 30 marzo scorso. Ora il passaggio alla fase operativa rende più urgente per le imprese capire quale sia la propria posizione rispetto ai nuovi requisiti.
A supportarle arriva anche uno strumento di autovalutazione messo a disposizione dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, pensato come percorso guidato attraverso i principali elementi del Regolamento. L’obiettivo è aiutare imprese e operatori a individuare il proprio ruolo nella filiera, la tipologia di imballaggi gestiti, i materiali utilizzati e gli obblighi applicabili, compresi quelli relativi alla conformità e alla responsabilità estesa del produttore.
Non è quindi un semplice adempimento documentale. Per molte aziende il PPWR apre una fase di revisione delle scelte di progettazione, dei materiali e dei processi produttivi. E il calendario europeo è destinato a diventare progressivamente più stringente fino al 2040.
