Da iniziativa sperimentale a rete strutturata di amministrazioni locali impegnate nella riduzione dell’inquinamento da plastica. Il progetto Comuni Plastic Free arriva alla sua quinta edizione e conferma una crescita costante per partecipazione e rilevanza. L’annuncio è stato dato a Montecitorio, durante la conferenza stampa di presentazione, alla presenza dell’onorevole Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei deputati, del fondatore e presidente di Plastic Free Onlus Luca De Gaetano e dei referenti regionali dell’associazione.

I numeri raccontano un’evoluzione significativa del progetto: nel 2022 i Comuni riconosciuti erano 49, oggi sono 141. Un incremento che, secondo l’associazione, riflette la scelta di sempre più enti locali di intraprendere percorsi strutturati di miglioramento ambientale. «Sono molto orgoglioso di vedere crescere ogni anno la rete dei Comuni Plastic Free – ha dichiarato De Gaetano –. Un risultato che premia l’impegno concreto delle Amministrazioni locali, che scelgono di intraprendere percorsi virtuosi per la tutela dell’ambiente, affiancate dal lavoro instancabile dei nostri 1.200 referenti territoriali e di migliaia di volontari. Sensibilizzando i cittadini, intervenendo nelle scuole e dialogando con le istituzioni, riusciamo ogni giorno a seminare cultura ambientale e costruire un futuro più pulito per le prossime generazioni».

Il riconoscimento sarà conferito ufficialmente il 14 marzo 2026 a Roma, al Teatro Olimpico, durante l’evento nazionale dedicato alle amministrazioni premiate. La valutazione dei Comuni si basa su 20 criteri che misurano l’effettiva capacità di incidere sul territorio: dalla presenza di strumenti di contrasto all’abbandono dei rifiuti, come fototrappole, sanzioni e guardie ambientali, alla riduzione della plastica monouso negli edifici pubblici, fino alla collaborazione con Plastic Free e alle attività di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza. A ogni ente viene attribuito un livello di virtuosità rappresentato da una, due o tre tartarughe, con la menzione speciale delle “3 tartarughe gold” per i Comuni considerati esemplari.

Il tema della responsabilità condivisa è stato sottolineato anche dall’onorevole Rotelli. «Il problema non è la plastica in sé, ma l’impiego spesso smodato e soprattutto l’abbandono incontrollato che ne deriva – ha osservato –. Ecco perché è fondamentale la sinergia tra istituzioni, associazioni e cittadini. Il lavoro di Plastic Free si dimostra efficace proprio perché unisce la sensibilizzazione alla concretezza, grazie a campagne di pulizia e informazione capaci di coinvolgere migliaia di volontari in tutta Italia».
I dati complessivi dell’associazione danno la misura di questa attività sul campo. Nei primi anni di operatività, Plastic Free Onlus ha coinvolto oltre 260.000 volontari in quasi 10.000 iniziative di pulizia ambientale, rimuovendo 4,8 milioni di chili di plastica e rifiuti. L’organizzazione è oggi presente in più di 40 Paesi e in Italia conta 1.200 referenti territoriali, grazie ai quali sono stati siglati oltre 500 protocolli d’intesa con amministrazioni comunali.
Accanto alle azioni di pulizia, l’associazione ha sviluppato un’intensa attività di educazione ambientale: più di 4.000 incontri nelle scuole, con il coinvolgimento di oltre 350.000 studenti. A queste si affiancano progetti sociali di reinserimento e, più recentemente, un protocollo nazionale firmato con ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani – per rafforzare la collaborazione tra enti locali e volontariato ambientale.

Sul piano geografico, anche nel 2026 l’Abruzzo si conferma la Regione con il maggior numero di Comuni Plastic Free, 24 in totale. Seguono la Sicilia con 20, Lombardia e Veneto con 12 ciascuna, la Campania con 11 e la Puglia con 10. Tra le città premiate figurano grandi centri come Roma, Milano, Torino, Bari, Ancona, Pescara e Campobasso, oltre a numerosi capoluoghi tra cui Benevento, Bergamo, Caltanissetta, Cremona, Cuneo, Enna, Ferrara, Latina, Olbia, Oristano, Pavia, Pisa, Ragusa, Rovigo, Teramo, Verona e Vicenza.

La quinta edizione del progetto restituisce così l’incoraggiante immagine di una rete in espansione, che punta meno sulla proclamazione dei principi e più sulla misurabilità delle azioni, trasformando la lotta all’abbandono della plastica in una pratica amministrativa ordinaria e verificabile.

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