Negli ultimi anni, il panorama dei diritti, inclusi quelli legati alla comunità LGBT+, ha subito notevoli cambiamenti a livello globale. Il rapporto Ipsos LGBT+ Pride Report 2025, pubblicato pochi giorni fa, offre una fotografia dettagliata di questo scenario in continua evoluzione, evidenziando tendenze contrastanti e nuove sfide per il movimento per l’uguaglianza.
Quando Ipsos ha pubblicato lo stesso rapporto nel giugno 2021, molte persone in tutto il mondo erano ancora scosse dall’omicidio di George Floyd nel maggio 2020, un evento che ha scatenato non solo una riflessione sul razzismo strutturale, ma anche un più ampio movimento per la diversità, l’equità e l’inclusione. Tuttavia, il rapporto Ipsos 2025 suggerisce un evidente backlash: nonostante i progressi compiuti negli anni precedenti, si sta assistendo a un certo rallentamento nel sostegno ad alcune questioni chiave.
Per quanto riguarda le unioni e le famiglie dello stesso sesso, i dati Ipsos indicano un leggero calo nel sostegno, pur mantenendosi su livelli complessivamente elevati. Nel 2025, il sostegno al matrimonio o al riconoscimento legale delle coppie dello stesso sesso si attesta al 69% in media in 23 paesi, in calo rispetto al 74% registrato nel 2021. Parallelamente, la percentuale di persone che si oppongono a qualsiasi forma di riconoscimento legale per le coppie dello stesso sesso è salita leggermente dal 12% del 2021 al 15% del 2025.
Un trend simile si osserva per quanto riguarda l’adozione da parte di coppie dello stesso sesso. Il sostegno all’idea che queste coppie debbano avere gli stessi diritti di adozione delle coppie eterosessuali sceso dal 64% del 2021 al 59% nel 2025, registrando una diminuzione di cinque punti percentuali.
Dal report di Ipsos emerge anche una crescente complessità nel rapporto tra consumatori e brand riguardo ai temi sociali. Se nel 2021 il 49% degli intervistati (media in 23 paesi) era favorevole a questa strategia di marketing, nel 2024 la percentuale è scesa al 44%, per poi diminuire ulteriormente al 41% nel 2025. Contemporaneamente, l’opposizione a queste iniziative è aumentata dal 16% del 2021 al 23% del 2025.
Il calo del sostegno ai brand che promuovono attivamente i diritti LGBT+ potrebbe essere interpretato in vari modi. Potrebbe riflettere una certa stanchezza nei confronti del cosiddetto “rainbow washing”, oppure potrebbe indicare un più generale ripensamento del ruolo delle aziende nel dibattito su temi sociali e politici.
Ipsos ha anche esaminato l’atteggiamento verso le iniziative LGBT+ sul posto di lavoro, rilevando una mancanza di forte consenso su questo tema. In media, nei 23 paesi esaminati, poco meno di due persone su cinque (38%) sono favorevoli al fatto che i datori di lavoro abbiano programmi o politiche che sostengono e celebrano esplicitamente i dipendenti LGBT+. Il 24% si oppone a queste iniziative, mentre una percentuale significativa (39%) si dichiara neutrale.
Tra le varie questioni affrontate nell’analisi Ipsos, un fenomeno particolarmente degno di nota è la divergenza di opinioni tra i giovani uomini e le giovani donne della Generazione Z. Mentre le donne di questa generazione tendono a posizioni più liberali, i loro coetanei maschi mostrano atteggiamenti più simili a quelli degli uomini delle generazioni precedenti. Ad esempio, mentre il 59% delle donne della Gen Z sostiene che le persone LGBT+ dovrebbero essere aperte riguardo al loro orientamento sessuale e identità di genere con tutti, solo il 38% degli uomini della stessa generazione condivide questa opinione. Le giovani donne si confermano, dunque, il gruppo più favorevole a una serie di protezioni, diritti e visibilità per la comunità LGBT+.
Sorprendentemente, in questo contesto internazionale, l’Italia si distingue positivamente come uno dei paesi che maggiormente sostengono la comunità LGBT+. Nonostante il trend generale di leggero calo nel sostegno a livello globale, l’Italia dimostra una resilienza notevole, con diminuzioni meno marcate rispetto ad altri paesi. In particolare, l’apertura dell’Italia emerge chiaramente nell’ambito delle iniziative LGBT+ sul posto di lavoro, dove il paese si posiziona tra i più progressisti. Questo dato è particolarmente significativo considerando la storia e il contesto culturale del paese, tradizionalmente percepito come più conservatore su queste tematiche.
Il quadro che emerge dal rapporto Ipsos è quello di una società in transizione, dove i progressi verso una maggiore accettazione e inclusione della comunità LGBT+ continuano, ma non senza sfide e contraddizioni. La mancanza di un forte consenso su molte questioni sottolinea la necessità di un dialogo continuo e di un’educazione mirata per promuovere una comprensione più profonda e maggiore empatia verso tutti i temi legati alla diversità, equità e inclusione.
Francesca Petrella ha una laurea specialistica in Comunicazione Pubblica ed Internazionale e un master in Comunicazione Pubblica e Sociale. Inizia la sua carriera professionale in Ipsos Public Affairs e dal 2017 è responsabile della divisione Marketing e Comunicazione di Ipsos. Dal 2023 è anche DE&I Manager in Ipsos e co-fondatrice dell’Osservatorio Civic Brands.
