Come si misura il valore di un viaggio sostenibile? Non soltanto contando le prenotazioni o il fatturato, ma provando a quantificare anche ciò che normalmente non compare nei bilanci: le emissioni di CO₂ evitate, il sostegno alle economie locali, la visibilità offerta alle piccole strutture ricettive e i benefici generati per i territori. È l’approccio scelto da Ecobnb, la piattaforma di prenotazione turistica eco-sostenibile con sede a Rovereto, che ha pubblicato il proprio Documento di Descrizione dell’Impatto Sociale, facendo il punto sui primi undici anni di attività. La rendicontazione utilizza il metodo Social Return On Investment (SROI), uno strumento che attribuisce un valore economico agli effetti sociali e ambientali di un’iniziativa. Il risultato più significativo riguarda proprio il rapporto tra risorse impiegate e benefici prodotti: per ogni euro investito, Ecobnb stima di aver generato 6,09 euro di valore sociale, ambientale ed economico.

Fondata nel 2014, la piattaforma ha accompagnato la crescita del turismo sostenibile in Europa seguendo un percorso tipico delle realtà digitali specializzate. Dopo aver registrato 366 mila utenti nel primo anno e mezzo di attività, Ecobnb ha superato 2,7 milioni di utenti nel 2021, per poi attestarsi a 1,7 milioni nel 2024 e 1,25 milioni nel 2025. L’azienda sottolinea che quest’ultima variazione è influenzata anche dall’introduzione, nel 2025, del sistema Umami Analytics, scelto in sostituzione di Google Analytics per privilegiare una misurazione più accurata e qualitativa del traffico.

Parallelamente è cresciuta anche la rete delle strutture aderenti. Dalle circa 2.000 presenti tra il 2014 e il 2015, il network ha raggiunto oltre 5.400 strutture nel 2025. Solo nell’ultimo anno si sono aggiunte 583 nuove realtà, quasi il doppio rispetto al 2024. Secondo l’azienda, a favorire questa crescita ha contribuito anche l’introduzione di una membership a pagamento per le strutture italiane, pensata come strumento di selezione qualitativa dell’offerta. Sul fronte delle prenotazioni, il 2025 si è chiuso con 6.511 notti prenotate attraverso la piattaforma, generando 258.976,23 euro di ricavi per le strutture ricettive del network, un risultato sostanzialmente in linea con quello registrato nel biennio precedente dopo il forte incremento osservato tra il 2022 e il 2023.

L’aspetto più originale del documento riguarda però la metodologia utilizzata per misurare l’impatto complessivo. Accanto ai ricavi diretti vengono infatti valorizzati benefici normalmente difficili da tradurre in termini economici. Tra questi figura la visibilità garantita alle piccole strutture ricettive, stimata convenzionalmente in un euro per ogni richiesta di prenotazione ricevuta, ma soprattutto il valore attribuito alle emissioni di anidride carbonica evitate scegliendo strutture eco-sostenibili.

Per effettuare questa valutazione Ecobnb utilizza un costo sociale del carbonio pari a 200 euro per tonnellata, valore definito prudenziale rispetto ai 220 dollari per tonnellata indicati da uno studio della Stanford University del 2015 frequentemente richiamato nella letteratura scientifica. Il calcolo viene applicato a un risparmio stimato di 8 chilogrammi di CO₂ per persona e per notte rispetto a un soggiorno in una struttura ricettiva tradizionale. Sommando tutte le componenti considerate, il documento attribuisce ai primi undici anni di attività un impatto complessivo pari a 2.404.602,63 euro, a fronte di 394.868 euro di investimenti, destinati quasi interamente allo sviluppo tecnologico della piattaforma e, negli ultimi anni, anche a iniziative di riforestazione, tra cui l’acquisto della foresta di Millesimo, in provincia di Savona, e la piantumazione di 130 alberi nella Pianura Padana.

Accanto alla piattaforma di prenotazione, Ecobnb continua inoltre a sviluppare strumenti destinati anche al mondo aziendale. Tra questi figurano le gift card digitali, acquistabili dalle imprese come soluzione di welfare o come omaggio per dipendenti e clienti. Il voucher consente di scegliere, entro dodici mesi, tra migliaia di strutture eco-sostenibili della rete – dagli agriturismi biologici agli alberghi diffusi, fino ai glamping e agli eco-resort – sostenendo al tempo stesso le piccole realtà ricettive che operano secondo principi di sostenibilità ambientale.

Il documento restituisce così la fotografia di un modello di turismo che punta non soltanto a ridurre gli impatti negativi del viaggio, ma anche a produrre benefici misurabili per l’ambiente, le economie locali e le comunità ospitanti. Un approccio che, oltre ai risultati dichiarati, si distingue per la scelta di rendere pubblici metodologia, indicatori e criteri di valutazione utilizzati. Nel 2025 la piattaforma è stata citata anche da testate internazionali come The Guardian e BBC News, confermando una crescente attenzione verso un modello di ospitalità che prova a misurare la sostenibilità con dati verificabili, anziché limitarsi a dichiararla.

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