C’è un modo diretto per capire come funziona la transizione energetica: vedere da vicino gli impianti, parlare con chi li gestisce, osservare come si integrano nei territori. È l’idea alla base del Green Energy Day, che quest’anno torna con una formula ampliata. Per la prima volta, infatti, l’iniziativa – giunta alla sua terza edizione – si estende su due giornate, venerdì 17 e sabato 18 aprile. Un raddoppio pensato per aumentare la partecipazione e aprire le porte non solo a famiglie e cittadini, ma anche a studentesse e studenti, coinvolti attraverso attività dedicate.
Durante la due giorni sarà possibile visitare impianti alimentati da fonti rinnovabili e aziende che hanno già investito in efficienza energetica. Non una vetrina teorica, ma un’occasione per osservare sul campo tecnologie, soluzioni e risultati: dal funzionamento degli impianti al loro inserimento nel paesaggio, fino al contributo reale alla riduzione delle emissioni.
L’obiettivo degli organizzatori è rendere tangibile un processo spesso percepito come distante, mostrando cosa significa, in pratica, produrre e consumare energia in modo diverso.
Promosso dal Coordinamento FREE insieme alle principali associazioni delle rinnovabili, dell’efficienza energetica, della mobilità sostenibile, del mondo ambientalista e dei consumatori, il Green Energy Day vuole essere uno dei principali momenti nazionali dedicati alla sensibilizzazione su temi la cui urgenza è quanto mai evidente. Accelerare su efficienza energetica e sviluppo delle fonti rinnovabili non riguarda solo la riduzione delle emissioni, perché incide sulla sicurezza energetica, sui costi in bolletta e sulla capacità del Paese di ridurre la dipendenza dall’estero.
Consumare meno e produrre energia da fonti rinnovabili significa anche essere meno esposti agli shock internazionali. Le tensioni geopolitiche, come quelle in Medio Oriente, continuano a influenzare i mercati energetici e a rendere instabili i prezzi. Un sistema più autonomo e diversificato può offrire, al contrario, maggiore stabilità e resilienza.

Sono diversi ed evidenti i ritardi e gli obiettivi da colmare. Nonostante la direzione sia tracciata, il passo resta insufficiente. Sia l’efficienza energetica — frenata dall’assenza di politiche stabili e di lungo periodo — sia le rinnovabili non crescono al ritmo necessario per centrare gli obiettivi fissati dal PNIEC al 2030.
Anche per questo – sottolineano dal Coordinamento FREE – il Green Energy Day assume un valore che va oltre la divulgazione per diventare uno spazio di confronto e consapevolezza, in cui cittadini e territori possono misurarsi con le scelte energetiche in atto.
Lo sviluppo delle rinnovabili non è solo una questione tecnologica. Richiede un equilibrio tra le esigenze di istituzioni, imprese, comunità locali, agricoltori e associazioni ambientaliste. Individuare le aree più adatte agli impianti, conciliare crescita energetica e tutela del paesaggio, evitare conflitti territoriali sono passaggi necessari per rendere la transizione non solo efficace, ma anche condivisa.
L’augurio è che aprire gli impianti al pubblico, per due giorni, possa aiutare a portare la discussione fuori dai documenti e dentro i luoghi in cui il cambiamento sta già accadendo.
