A tre anni dal lancio, FoodSeed – il programma di accelerazione dedicato all’innovazione agroalimentare promosso da CDP Venture Capital, Fondazione Cariverona, UniCredit ed Eatable Adventures – chiude il suo percorso triennale con la presentazione di sette nuove startup impegnate nella ridefinizione dell’AgriFoodTech in chiave sostenibile.
I progetti selezionati per la terza edizione, presentati il 21 ottobre a Verona, combinano ricerca scientifica e tecnologie d’avanguardia, con l’obiettivo di trasformare in modo più efficiente e circolare l’intera filiera agroalimentare, dalla produzione alla trasformazione industriale.
Ogni startup riceverà un investimento iniziale di 170 mila euro, con possibilità di crescita fino a 500 mila euro per le realtà più promettenti, e parteciperà a un programma di accelerazione di sei mesi volto a consolidare modelli di business scalabili.

Un modello di innovazione aperta
Cuore del progetto è un approccio di open innovation che mette in rete startup, imprese, centri di ricerca e investitori, favorendo la diffusione di tecnologie spesso nate nei laboratori ma difficilmente integrabili nei processi produttivi tradizionali.
«FoodSeed ha generato un impatto reale e duraturo sull’AgriFoodTech italiano», ha dichiarato Stefano Molino, Responsabile del Fondo Acceleratori di CDP Venture Capital. «In tre anni ha contribuito concretamente alla trasformazione sostenibile della filiera agroalimentare, favorendo l’integrazione fra ricerca scientifica, impresa e innovazione e aiutando la creazione di un ecosistema fertile, dove startup, aziende, centri di ricerca e investitori collaborano per accelerare la crescita del settore».
Filippo Manfredi, Direttore Generale di Fondazione Cariverona: «Chiudiamo il triennio di FoodSeed con una certezza: il futuro del food si costruisce insieme. Le realtà accelerate in questi anni mostrano che sostenibilità, economia circolare e tecnologie digitali possono diventare valore per tutta la filiera quando l’innovazione è davvero aperta: collaborazione concreta tra startup e imprese, trasferimento tecnologico dalla ricerca, accompagnamento delle istituzioni e radicamento nei territori».
Francesco Iannella, Regional Manager Nord Est di UniCredit, ha aggiunto: «FoodSeed è la dimostrazione concreta dell’efficacia dell’innovazione quale direttrice di crescita anche per il settore agri-food. UniCredit ha contribuito al successo dell’iniziativa favorendo l’incontro tra le start-up selezionate e il proprio vasto network di aziende corporate clienti».
Entusiastico anche il commento di Alberto Barbari, Regional VP di Eatable Adventures: «Con FoodSeed abbiamo dimostrato che l’innovazione può diventare una leva strategica per il tessuto industriale agroalimentare italiano. In questi tre anni abbiamo costruito un ponte solido tra startup, imprese e centri di ricerca, favorendo la nascita di collaborazioni che trasformano le idee in soluzioni concrete per la filiera».

Tre anni e 21 startup
Lanciato nel 2023 con una dotazione di 15 milioni di euro, FoodSeed ha accelerato 21 startup in tre anni, generando 10,2 milioni di euro in investimenti raccolti e oltre 50 collaborazioni industriali. Tra i casi di successo delle edizioni precedenti: Foreverland, che ha raccolto 3,4 milioni per il suo cioccolato sostenibile a base di carruba, e HypeSound, che ha chiuso un round da 1,2 milioni per la bioproduzione attraverso il suono.
Alla rete dei partner si sono aggiunti nel tempo Revo Insurance, Enologica Vason, NOI Techpark e Fondazione Bruno Kessler, ampliando il perimetro dell’ecosistema e il raggio d’azione del programma.

Le sette startup della terza edizione
Kymia (Sicilia) – Trasforma i sottoprodotti del pistacchio, in particolare il mallo, in principi attivi naturali ad alto valore per i settori cosmetico, nutraceutico e food & beverage. Il processo, a basso consumo energetico, riduce gli scarti e valorizza le filiere locali.

Bloxy (Emilia-Romagna) – Spin-off dell’Università di Bologna, ha brevettato un materiale bio-based e trasparente che funge da barriera attiva all’ossigeno, prolungando la conservazione dei prodotti alimentari con packaging completamente biodegradabili.

AlmaSerum (Emilia-Romagna) – Recupera il siero di latte dai caseifici per produrre, tramite nanotecnologie, acqua riutilizzabile e membrane proteiche per cosmetici, riducendo costi, emissioni e sprechi nella filiera lattiero-casearia.

PeelPack (Svizzera) – Realizza contenitori compostabili derivati dalle bucce di patate industriali. L’obiettivo: eliminare la plastica fossile dagli imballaggi alimentari e costruire catene del valore totalmente circolari con agricoltori e retailer.

GreenAnt (Paesi Bassi) – Sviluppa Desidera, piattaforma basata su intelligenza artificiale e dati satellitari SAR per monitorare colture, rischio idrogeologico e resa agricola. Permette di aumentare la produttività fino al 20% e mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

NOIET (Italia) – Produce proteine fermentate multifunzionali in grado di sostituire additivi sintetici, offrendo ingredienti naturali e “clean label” che migliorano conservazione, nutrizione e sostenibilità dei prodotti alimentari.

Prospecto (Lombardia) – Utilizza intelligenza artificiale e telecamere montate sui trattori per il monitoraggio automatizzato dei vigneti, riducendo i costi operativi e migliorando la gestione della resa e della qualità delle uve.

Condividi

Articoli correlati