Mentre l’emergenza climatica occupa le prime pagine, un nemico minuscolo avanza inesorabile nelle nostre foreste. Si tratta del bostrico, un coleottero della corteccia. Il termine “nemico” per questo insetto potrebbe in realtà essere improprio: il bostrico ha sempre fatto parte degli ecosistemi forestali, ma il cambiamento climatico in corso ha creato le condizioni ideali per un’incontrollata proliferazione.
Temperature più elevate e precipitazioni irregolari indeboliscono infatti gli alberi, soprattutto le conifere tra i 40 e 60 anni, che perdono progressivamente le loro difese naturali. Il bostrico sfrutta questa vulnerabilità, e scava elaborate gallerie nella corteccia per deporre le uova. Le larve completano l’opera prima di lasciare la pianta-ospite, creando le caratteristiche trame che segnano il tronco.

Foto: Alberto Pauletto

Diversi studi confermano che l’infestazione si sta espandendo e fermarla non è facile, data la difficoltà nel rilevare prontamente gli attacchi. Quando i sintomi dell’infestazione diventano evidenti – aghi che virano al giallo, corteccia che si solleva – il danno è ormai irreversibile. Le soluzioni convenzionali come trappole a ferormoni o taglio delle aree di foresta infette offrono solo rimedi temporanei a quello che è invece un problema sistemico.
L’impatto va oltre la dimensione ecologica. Il legno attaccato sviluppa una distintiva colorazione grigio/bluastra – cosiddetto “legno azzurrato” – e pur mantenendo intatte le proprietà strutturali, subisce una drastica svalutazione commerciale nei mercati tradizionali. Il materiale quindi, anche se utilizzabile e funzionale, viene scartato per motivi estetici e utilizzato soprattutto come legna da ardere o per imballaggi.

In questo scenario entra in gioco la creatività progettuale. A gennaio 2025, durante la settimana dedicata alla Roma Design Experience, FSC Italia e ISIA Roma Design hanno proposto agli studenti una sfida: trasformare il legno intaccato dal bostrico in risorsa di valore attraverso il design sistemico.

Foto: Alberto Pauletto

Nel workshop giovani designer hanno esaminato il caso della Magnifica Comunità di Fiemme in Trentino, territorio già provato dalla tempesta Vaia nel 2018 e ora minacciato dal coleottero, con l’obiettivo di elaborare soluzioni sistemiche capaci di generare valore estetico e funzionale per il materiale, ed economico per le comunità locali.

Le tre proposte sviluppate hanno dimostrato notevole visione strategica, passando dal convertire il legno azzurrato in pannelli compositi di alta qualità come lamellare o listellare, integrando la caratteristica colorazione come elemento distintivo del prodotto, a trattamenti che proteggono il materiale valorizzando le venature create dal bostrico, generando affascinanti effetti visivi. La terza proposta, focalizzata sulla comunicazione, ha immaginato di sviluppare un archimagazine dedicato per presentare ad architetti, designer e committenti la colorazione grigio/bluastra del legno non come difetto ma come testimonianza di resilienza ambientale, mettendo in moto una narrazione che punti a cambiare la percezione del materiale da scarto a simbolo di scelta sostenibile consapevole.
Queste proposte fanno luce sull’importanza di soluzioni alternative ad una crisi, dimostrando come superare la visione tradizionale e imparare a pensare fuori dagli schemi sia sempre più necessario, perché è lì che potremo trovare nuovi spunti per affrontare problemi complessi.

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