Essere una B Corp oggi non significa solo rispettare alti standard ESG, ma significa farlo in modo strutturato, misurabile, integrato nel modello di business. B Lab, l’organizzazione internazionale non-profit che ha creato e rilascia la certificazione, ha sempre puntato a ridefinire il concetto di successo aziendale.
Fondata nel 2006, B Lab ha costruito una rete globale di aziende che scelgono di operare a beneficio di tutti gli stakeholder, e non solo degli azionisti. A oggi, quasi 10.000 imprese in oltre 100 Paesi si riconoscono in questo approccio, formando un movimento che unisce settori e culture sotto una visione condivisa: quella dell’impresa come forza positiva.
Cambio di paradigma: i nuovi standard B Corp
L’8 aprile scorso, B Lab ha presentato la revisione più profonda mai realizzata nei suoi 19 anni di attività. I nuovi standard B Corp, sviluppati attraverso un processo partecipativo e open-source, segnano una svolta nel modo in cui viene valutato l’impatto delle aziende.
Il cambiamento più significativo riguarda l’abbandono del sistema a punteggio cumulativo a favore di requisiti obbligatori in sette aree di impatto chiave. L’obiettivo è quello di alzare l’asticella, dare maggiore chiarezza, e guidare le imprese in un percorso concreto verso un impatto positivo e duraturo.
«In un momento in cui altri leader fanno un passo indietro, il business deve guidare il progresso», ha dichiarato Clay Brown, co-Direttore Esecutivo di B Lab Global. «Non si tratta di un semplice aggiornamento, ma di una rivisitazione completa dell’impatto aziendale per rispondere alle sfide del nostro tempo. I nuovi standard di B Lab possono servire come tabella di marcia per la leadership sulle questioni sociali e ambientali quando è più necessario».
Le sette aree di impatto
Tutte le B Corp, per ottenere o rinnovare la certificazione, dovranno dimostrare performance solide e verificabili in questi ambiti:
1. Purpose & Stakeholder Governance
Integrazione dello scopo e della governance orientata agli stakeholder nel processo decisionale aziendale.
2. Climate Action
Adozione di piani per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, con obiettivi science-based per le aziende più grandi.
3. Human Rights
Analisi dei rischi sui diritti umani nella catena del valore e misure per prevenirli e mitigarli.
4. Fair Work
Offerta di lavoro di qualità, equità retributiva, ascolto strutturato dei lavoratori.
5. Environmental Stewardship & Circularity
Misurazione e riduzione dell’impatto ambientale lungo l’intera filiera.
6. Justice, Equity, Diversity & Inclusion (JEDI)
Promozione di ambienti inclusivi e pratiche eque per contribuire a comunità più giuste.
7. Government Affairs & Collective Action
Partecipazione attiva a iniziative collettive per il cambiamento sistemico, con trasparenza sulla fiscalità (per le grandi aziende).
«Dopo quattro anni, due consultazioni pubbliche e 26.000 feedback da parte di aziende, pubblico ed esperti, siamo fiduciosi che i nuovi standard siano chiari, ambiziosi e realmente in grado di alzare il livello delle aziende in tutto il mondo», ha affermato Judy Rodrigues, Direttrice degli Standard di B Lab Global. «Non vediamo l’ora di collaborare con la nostra comunità per abbracciare questi nuovi standard e creare uno slancio per il cambiamento dei sistemi».
Juliette Caulkins, Amministratore delegato di B Lab Europe, ha commentato: «Questi nuovi standard offrono un percorso chiaro e credibile per le aziende e sono in linea con i quadri normativi e le aspettative globali, trasformando l’ambizione in azione e aprendo la strada a un’economia più inclusiva e sostenibile».
Un sistema più chiaro e più ambizioso
I nuovi standard sono stati progettati per integrarsi con altri strumenti di sostenibilità già esistenti, come GRI, SBTi e Fairtrade. Questo li rende compatibili con le esigenze regolatorie e operativamente concreti per le aziende che già lavorano su più fronti.
Inoltre, la certificazione non è un traguardo statico. I nuovi standard rafforzano l’obbligo di miglioramento continuo, con risultati da dimostrare nel tempo (a tre e cinque anni), rendendo la B Corp una certificazione dinamica, coerente con la complessità delle sfide attuali.
«In un mercato in continua trasformazione, con aziende sempre più mature e nuove normative, è essenziale che gli standard e il modello B Corp continuino a evolvere e a spingersi oltre, come fanno con coerenza dal 2006», ha commentato Francesco Serventi, Evolution Flow Leader di NATIVA, la prima B Corp italiana. «Siamo entusiasti di questa notizia e non vediamo l’ora di confrontarci con i nuovi standard».
Per Elena Pellizzoni, ESG Chief di Flowe Società Benefit, «i nuovi standard di B Lab offrono una visione chiara di cosa significhi essere un’azienda rigenerativa e un percorso concreto per generare impatto positivo. Grazie al processo di consultazione, integrano le best practice e stimolano le B Corp a misurarsi su scale sempre più ambiziose».
In un contesto in cui molte imprese si trovano sotto pressione per fare marcia indietro rispetto agli impegni sociali e ambientali, i nuovi standard di B Lab sembrano insomma tracciare un percorso alternativo, rigoroso, trasparente e costruito su basi solide.
