Nel 2024 gli impianti italiani hanno gestito 540.854 tonnellate di RAEE – rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche – segnando un incremento del 5,9% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dal nuovo report Gestione RAEE” pubblicato dal Centro di Coordinamento RAEE, che raccoglie e analizza i dati trasmessi dagli impianti autorizzati in base agli obblighi previsti dal D.Lgs 49/2014.
A trainare l’aumento è soprattutto il flusso dei RAEE professionali, che registra un +18,4% e raggiunge quota 170.269 tonnellate (contro le 143.798 del 2023), recuperando dopo la flessione registrata l’anno precedente. Più contenuta, ma comunque positiva, la crescita dei RAEE domestici: +1%, per un totale di 370.585 tonnellate. In termini relativi, questi ultimi rappresentano ancora circa il 70% del totale dei rifiuti trattati, pur in leggera flessione.

Il documento evidenzia anche l’andamento del tasso di raccolta nazionale, calcolato in base al rapporto tra RAEE trattati nell’anno e la media delle apparecchiature immesse sul mercato nel triennio precedente. Nonostante l’aumento dei volumi, il tasso nel 2024 si attesta al 29,64%, ben lontano dal target del 65% fissato dall’Unione europea. Il motivo è da ricercare nella crescita dell’immesso sul mercato – soprattutto nel segmento professionale – che ha superato quella della raccolta, penalizzando il valore complessivo del tasso.

«Con il rapporto Gestione RAEE offriamo un quadro completo della gestione dei rifiuti elettronici in Italia, domestici e professionali, che dimostra la ripresa della crescita della raccolta dopo la flessione emersa nel biennio precedente per entrambe le tipologie di rifiuti» spiega Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE. «Tra i RAEE domestici si confermano i risultati molto positivi dei rifiuti di elettronica di consumo e piccoli elettrodomestici (raggruppamento 4), in grado finalmente di contrastare il perdurante calo fisiologico dei volumi di Tv e monitor (raggruppamento 3) che ancora subiscono l’effetto combinato di Bonus Tv e cambio tecnologico. Per i rifiuti elettronici di origine professionale, si registra addirittura un balzo significativo del 18,4%. Un risultato che beneficia innanzitutto del raddoppio dei volumi, superiore al 50%, della Categoria 4 e che si collega direttamente alla ripresa del mercato delle grandi apparecchiature: un segnale positivo che evidenzia una rinnovata dinamicità del settore e un conseguente aumento delle sostituzioni di apparecchiature obsolete».

A commentare i risultati anche Francesco Virtuani, vicepresidente del Comitato Vigilanza e Controllo RAEE pile e accumulatori: «I dati presentati dal rapporto del Centro di Coordinamento sulla raccolta dei RAEE domestici e professionali nel 2024 mostrano un segnale positivo che va accolto con soddisfazione. Si tratta di un risultato che premia l’impegno di tutti gli attori della filiera, in particolar modo degli impianti di trattamento, a conferma di un’operatività all’insegna dell’eccellenza qualitativa».
Tuttavia, aggiunge Virtuani, «non possiamo ignorare che il tasso di raccolta nazionale resta al di sotto degli obiettivi fissati a livello europeo. Questo divario continua a destare preoccupazione e impone un rafforzamento dell’attività di vigilanza. Come Comitato, riteniamo fondamentale intensificare i controlli per contrastare pratiche irregolari e flussi paralleli che sottraggono RAEE al sistema ufficiale. Un’azione più incisiva sul fronte del monitoraggio è indispensabile per colmare il divario e garantire una gestione più efficace, trasparente e conforme alle normative europee».

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