Alla sua decima edizione, il programma nazionale Spighe Verdi registra un aumento significativo delle adesioni: 90 località rurali italiane ottengono il riconoscimento per il 2025, 15 in più rispetto allo scorso anno. L’iniziativa, promossa da Fee Italia – la stessa organizzazione che assegna le Bandiere Blu – in collaborazione con Confagricoltura, è rivolta ai Comuni rurali che si distinguono per l’adozione di pratiche ambientali sostenibili, la tutela del territorio e il coinvolgimento della comunità.
Il processo di selezione, articolato e volontario, si basa su 67 indicatori suddivisi in 16 macro-aree tematiche, tra cui gestione delle risorse idriche, agricoltura, energia, rifiuti, assetto urbanistico e valorizzazione del paesaggio. La valutazione viene condotta da una commissione nazionale composta da esperti provenienti da enti pubblici e privati.
Durante la cerimonia di assegnazione che si è svolta al CNR, i sindaci premiati hanno rappresentato 15 regioni italiane. Il Piemonte è la regione con il maggior numero di riconoscimenti, 18 in totale, seguito da Calabria (10) e Marche (9). Toscana, Umbria e Puglia ne ottengono otto ciascuna, mentre Campania segue con sette. Cinque le località nel Lazio, tre in Sicilia e Abruzzo, due in Veneto, Basilicata e Lombardia, una in Emilia-Romagna.

Tra i nuovi ingressi figurano Comuni come Gubbio (Umbria), San Felice Circeo (Lazio), Acqui Terme (Piemonte), Modica (Sicilia) e San Salvo (Abruzzo). Non sono invece stati riconfermati Pontinia nel Lazio e Acquasparta in Umbria.
«Ogni nuovo Comune che si certifica Spighe Verdi si fa ambasciatore del made in Italy», ha dichiarato Claudio Mazza, presidente di Fee Italia. «Testimone virtuoso di buone pratiche, di innovazione agricola, educazione ambientale, valorizzazione delle tradizioni locali e cura del paesaggio, rendendo il programma uno strumento efficace ma anche di trasformazione positiva».
Mazza ha sottolineato che si tratta di un percorso dinamico, «non è un premio, ma un processo continuo, articolato e migliorativo, di valorizzazione del nostro patrimonio ambientale e culturale». Secondo il presidente, Spighe Verdi offre «un impatto positivo anche in termini occupazionali, rafforza il turismo esperienziale e promuove un modello di sviluppo che coinvolge l’intera comunità rurale». Il riconoscimento, aggiunge, è anche uno strumento per «armonizzare i flussi turistici sul territorio nazionale, incontrando la crescente domanda di un turismo sostenibile e green».
Il ruolo dell’agricoltura è centrale nel modello proposto dal programma. «Dalle pratiche sostenibili all’economia circolare, dalla tutela del paesaggio alla valorizzazione delle produzioni tipiche e dell’accoglienza», ha affermato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura. «Il riconoscimento Spighe Verdi non è un traguardo, ma un impegno continuo, che significa promuovere cultura enogastronomica, servizi sostenibili e competitività per le comunità locali».
Il progetto si propone come uno strumento di accompagnamento per i territori che scelgono di investire sul proprio patrimonio rurale, migliorando le pratiche ambientali e sociali. La partecipazione, gratuita e volontaria, punta a creare meccanismi di emulazione tra territori limitrofi, incentivando una diffusione più ampia delle buone pratiche.
