Da trent’anni il Castello di Paderna, a Pontenure (Piacenza), è un punto di riferimento per chi considera la biodiversità un bene comune da custodire. L’11 e 12 ottobre 2025 la rassegna “I Frutti del Castello” celebra la sua 30ª edizione, confermandosi come uno dei principali appuntamenti italiani dedicati a frutti antichi, piante, fiori e agricoltura sostenibile.
Nata nel 1996, la manifestazione ha saputo unire tradizione e ricerca, promuovendo il recupero delle varietà agricole dimenticate e la tutela del paesaggio rurale. Come recita il motto gandhiano scelto per questa edizione, l’obiettivo è «essere il cambiamento che desideriamo vedere nel mondo».

Foto: Ilaria Catellani

Biodiversità in mostra: trenta racconti della natura
Per celebrare i trent’anni, il programma propone una serie di esposizioni speciali dedicate al numero 30: trenta varietà di mele e pere antiche, trenta colori del mais, trenta frutti esotici coltivati in Italia, trenta specie di orchidee, trenta castagne e trenta uve con una storia da raccontare. Saranno presentate anche illustrazioni botaniche dell’AIPAN, laboratori sensoriali per riscoprire sapori dimenticati e iniziative curate dagli studenti del liceo “Respighi” di Piacenza, che hanno individuato trenta città del mondo come esempi di futuro sostenibile.
Il parco e i cortili del castello ospiteranno oltre 150 espositori provenienti da tutta Italia, tra vivaisti, agronomi e artigiani, offrendo ai visitatori un viaggio nella natura d’autunno e nella memoria genetica dell’agricoltura italiana.

Scienza, educazione e sostenibilità
Il programma scientifico e culturale si aprirà sabato 11 ottobre con “L’orto planetario”, versione del gioco Climate Fresk rivolta agli studenti, per promuovere la consapevolezza sul cambiamento climatico. Tra gli interventi: Marco Tira (Politecnico di Milano) sulle applicazioni della luminescenza dei funghi in architettura sostenibile; Tommaso Frioni (Università Cattolica di Piacenza) sul recupero del vitigno locale Lisöra, esempio di biodiversità agricola; Stefano Di Lazzaro (Podere San Fiorano) sul ruolo dei giardini come spazi di conoscenza e tutela ambientale; Daniel Tarozzi, fondatore di Italia che Cambia, in un dialogo sulla transizione ecologica e sociale.
La domenica sarà dedicata a un laboratorio collettivo di buone pratiche ambientali, con l’obiettivo di individuare trenta propositi concreti per la sostenibilità, coordinato da Francesca Conti.

Foto: Ilaria Catellani

Esperienze e laboratori
Tra gli appuntamenti più attesi, il programma offrirà degustazioni guidate di frutti antichi e tropicali, a cura di Anna Ferro e dell’agronomo Natale Torre; un aperitivo letterario sulle zucche con Maria Cristina Pasquali (Slow Food); e un incontro con Enzo Melegari, che ha recuperato oltre 700 varietà di frutta antica, dedicato alle tecniche di moltiplicazione delle piante.
Ampio spazio anche al pubblico giovane, con laboratori di disegno naturalistico, costruzione di rifugi per farfalle e giochi del Ludobus realizzati in legno riciclato.

Foto: Ilaria Catellani

La cultura della natura
«I Frutti del Castello è un laboratorio vivente di biodiversità» affermano gli organizzatori. «Qui la natura non è solo oggetto di esposizione, ma un interlocutore da ascoltare».
Durante la rassegna, la sezione “Letture verdi per l’autunno”, curata da Mimma Pallavicini, offrirà una selezione di testi che intrecciano scienza, filosofia e botanica.

L’appuntamento sarà anticipato, il 9 ottobre ai Musei Civici di Palazzo Farnese, da un incontro con Antonio Iommelli sul tema “Eredi di bellezza: i Marazzani e la corte farnesiana”, preludio a un ciclo di conversazioni storico-artistiche che accompagneranno la stagione.
Nel luogo dove da tre decenni si coltivano semi di biodiversità e consapevolezza, la rassegna si conferma come uno spazio di incontro tra scienza, cultura e natura, fedele all’idea – evocata da Jorge Amado – che il Castello di Paderna sia davvero «il laboratorio del futuro del mondo».

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