Avviato nel 2022, il Verona Agrifood Innovation Hub (VAIH), si sta affermando come uno degli snodi più dinamici dell’innovazione agroalimentare italiana. Nato dalla collaborazione tra Eatable Adventures e un gruppo di partner istituzionali e industriali – tra cui Fondazione Cariverona, UniCredit, Comune di Verona, Veronafiere, Confindustria Verona e Università degli Studi di Verona – il progetto ha dato forma a un modello concreto di open innovation.
Nell’arco di due anni, VAIH ha costruito una community di oltre 5.000 persone nel Nord Italia. Più di 2.500 soggetti – tra startup, aziende, investitori e ricercatori – hanno preso parte a percorsi formativi, workshop ed eventi gratuiti, mentre sono oltre 300 le collaborazioni attivate. Il risultato è un ecosistema che contribuisce a rafforzare il posizionamento del Triveneto come area strategica per lo sviluppo del foodtech nazionale.

Nuovi ingressi, nuovi orizzonti
Nel 2025 la rete si è ampliata ulteriormente con l’ingresso di due nuove realtà imprenditoriali: VASONGROUP, attiva nei settori enologico, beverage e agroalimentare; e Mulino Padano, specializzata nella macinazione del grano tenero e fornitura di farine e soluzioni per l’industria alimentare. Entrambe portano competenze industriali e visione, rafforzando il ruolo del VAIH come modello aggregativo capace di mettere a sistema pubblico e privato intorno a una filiera più resiliente e tecnologica.

Dal Veneto all’Italia: verso un modello replicabile
Il passo successivo è l’espansione. Il VAIH sta sviluppando un piano per replicare il proprio modello in altri contesti territoriali, con l’obiettivo di costruire un ecosistema nazionale dell’innovazione agroalimentare. In questa prospettiva, diventa centrale il rafforzamento delle attività di tech transfer, il trasferimento di conoscenze e tecnologie tra università, centri di ricerca e imprese per facilitare l’adozione di soluzioni avanzate.
Un’attenzione particolare è rivolta ai giovani e alla formazione: l’hub punta a diventare una piattaforma per attrarre e trattenere talenti, generando nuove competenze e opportunità professionali nei territori.

«Il successo di VAIH dimostra quanto sia strategico un modello che unisce competenze, visione e collaborazione tra attori pubblici e privati», spiega Filippo Federico, Ecosystem Manager di Verona Agrifood Innovation Hub. «In soli due anni, siamo riusciti a costruire un ecosistema capace di generare valore reale per il territorio e per l’intera filiera agroalimentare, mettendo al centro l’innovazione accessibile».
E aggiunge: «Oggi è fondamentale che ricerca e innovazione raggiungano le imprese, trasformandosi in soluzioni concrete, strumenti pratici e opportunità per startup, imprese e giovani talenti. Il nostro obiettivo è portare questo approccio in tutta Italia, rafforzando il legame tra formazione, trasferimento tecnologico e competitività d’impresa».

Un progetto che resta operativo
Il VAIH continua a puntare su formazione gratuita e strumenti concreti per startup e PMI. La forza del progetto non sta solo nella rete, ma nella capacità di generare impatto. A partire dai bisogni reali del settore, l’hub sta lavorando per costruire una filiera agroalimentare più innovativa, sostenibile e interconnessa.

 

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