Si è tenuta questa mattina nella sede milanese di Alkemy Group, in via Monte Rosa, la presentazione del primo Report di Sostenibilità di Gruppo di Alkemy Group S.p.A. Società Benefit. L’incontro, organizzato a poche settimane dall’approvazione del Piano Strategico di Sostenibilità 2026-2030, è stato l’occasione per un confronto con stakeholder, imprese e rappresentanti del mondo istituzionale e sociale sul tema «Oltre la compliance: il ruolo della sostenibilità nell’era della policrisi».
Ad aprire i lavori è stato Duccio Vitali, CEO di Alkemy Group, che ha collocato il Report all’interno del più ampio percorso di trasformazione e integrazione del Gruppo. «Oggi quando si parla di sostenibilità ci sono realtà che fanno e poi ci sono quelle che ci credono», ha affermato Vitali, sottolineando come l’ESG rappresenti per Alkemy una scelta strategica e non soltanto un adempimento. «Il 2025 è stato per Alkemy Group un anno di trasformazione, segnato dall’avvio di un importante percorso d’integrazione e dalla costruzione di una visione comune che nella sostenibilità ha trovato quel fil rouge capace di unire 2 mila talenti dislocati in 6 Paesi e con background e skills anche molto differenti. Attraverso il Report di Sostenibilità 2025 ripercorriamo quanto fatto finora, mantenendo però lo sguardo sul futuro. È una scelta precisa anche in chiave business, nonché un messaggio positivo per il mercato. Perché nonostante il contesto in cui operiamo sia assolutamente sfidante, è indispensabile tenere la barra dritta e impegnarsi su ciò che conta davvero nel medio-lungo termine».
Il tema della sostenibilità è stato affrontato non come semplice obbligo regolatorio, ma come leva di competitività, resilienza, innovazione e creazione di valore nel medio-lungo periodo. In questo quadro si inserisce la decisione di Alkemy Group di pubblicare su base volontaria il Report di Sostenibilità 2025, il primo a mettere a fattor comune l’intera realtà del Gruppo, attivo nel supportare le aziende nell’innovazione della relazione con i clienti attraverso dati, tecnologia, AI, media, design e creatività.
A portare una riflessione di scenario è stato, in collegamento, Enrico Giovannini, co-fondatore e direttore scientifico di ASviS, già ministro della Repubblica e oggi tra i 14 studiosi dell’High-Level Expert Group dell’ONU chiamati a elaborare una nuova misura del benessere che superi il concetto di PIL. Nel suo intervento, Giovannini ha richiamato il ruolo della sostenibilità come fattore di resilienza in un contesto internazionale segnato da tensioni, transizioni simultanee e rischi interconnessi, ricordando anche un elemento positivo: «La buona notizia è che nella società italiana la sostenibilità è ancora fortemente desiderata».
La presentazione del Report è stata affidata a Massimiliano Trisolino, Managing Director di Alkemy+, che ha illustrato alla platea la struttura del documento, i criteri adottati e le principali aree di rendicontazione. Pur non essendo attualmente soggetta all’applicazione della Corporate Sustainability Reporting Directive, Alkemy Group ha scelto di redigere il Report secondo gli standard europei ESRS, con l’obiettivo di offrire agli stakeholder una rappresentazione consolidata delle principali dimensioni ambientali, sociali e di governance.
Il documento riprende i tre ambiti core della sostenibilità – Ambientale, Sociale e Governance – ma Alkemy Group sceglie di leggerli nell’ordine G, S ed E. La scelta evidenzia il ruolo centrale attribuito alla governance: senza una volontà chiara da parte dei vertici aziendali, non può esserci una strategia ESG realmente efficace e integrata nei processi decisionali, nelle priorità strategiche e nelle modalità operative dell’impresa.
Nel Report trovano spazio le aree ESRS considerate centrali per l’agire del Gruppo: cambiamenti climatici, uso delle risorse ed economia circolare, forza lavoro propria, lavoratori nella catena del valore, comunità interessate, consumatori e utilizzatori finali e condotta delle imprese. Ne emerge una visione della sostenibilità estesa non solo alla dimensione ambientale, ma anche alla gestione dei talenti, alla relazione con le comunità, alla responsabilità verso clienti e utenti finali e alla qualità della governance.
Un ulteriore elemento del rapporto riguarda il collegamento con i Sustainable Development Goals dell’Agenda 2030 dell’ONU. Alkemy Group ha scelto di concentrarsi su 6 dei 17 obiettivi, ritenuti più coerenti con il proprio modello di business e con le aree in cui il Gruppo ritiene di poter generare un impatto reale e misurabile: SDG 1, 4, 5, 8, 9 e 13. A questi obiettivi si collegano i 30 progetti raccontati nell’Appendice “Il contributo del Gruppo all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”, realizzati direttamente o in collaborazione con clienti e partner.
Per rendere il documento più accessibile anche ai non addetti ai lavori, Alkemy Group ha inoltre sviluppato un Executive Summary, sintesi del Report con un focus specifico sui progetti di impatto ambientale e sociale.
La riflessione è proseguita con una tavola rotonda tutta al femminile, condotta da Zornitza Kratchmarova, ESG & Sustainability Director di Alkemy Group ,che ha visto gli interventi di Ilaria Catastini, Head of Sustainability & Corporate Advocacy Maire e Direttore Generale Fondazione MAIRE – ETS; Sabrina Cirillo, ESG Director FSI; Enrica Maria Danese, Corporate Communication & Sustainability Director TIM; Giovanna Li Perni, Head of Private Partnerships & Philanthropy UNHCR Italia; e Giovanna Zacchi, Responsabile Servizio ESG Strategy BPER.
Dal confronto è emersa una convinzione condivisa: la sostenibilità, se integrata nei processi decisionali e nelle strategie aziendali, può contribuire alla mitigazione del rischio d’impresa, rafforzare la resilienza organizzativa e sostenere la creazione di valore nel medio-lungo periodo. «In un’epoca in cui la sostenibilità è diventata un argomento divisivo, noi scegliamo non solo di non arretrare, ma di alzare ulteriormente l’asticella del dialogo con i nostri stakeholder chiave e con la comunità tutta. Come dimostrano anche eventi straordinari come quello odierno», ha commentato Zornitza Kratchmarova. «Perché solo una visione prospettica e la capacità di andare oltre al “qui e ora” possono darci la forza di progettare una business continuity vera e in grado di produrre valore: economico, certo, ma anche sociale e ambientale. Perché è su questi pilastri che si fonda il futuro di tutti noi», ha aggiunto.
Con il primo Report di Sostenibilità di Gruppo, Alkemy Group consolida dunque il proprio percorso ESG e rafforza il dialogo con gli stakeholder, scegliendo di rendicontare in modo volontario obiettivi, risultati e progettualità. Una scelta che conferma il ruolo della sostenibilità come parte integrante della strategia aziendale e non come elemento separato dal business.
