Dai fanghi di cartiera al biometano. Assocarta e Consorzio Italiano Compostatori (CIC) hanno deciso di costruire una nuova alleanza industriale, firmata a Napoli durante il “Green Med Expo & Symposium”. L’obiettivo dichiarato è creare connessioni operative tra due filiere – quella cartaria e quella del trattamento della frazione organica – considerate strategiche per la transizione ecologica. Un asse che punta a trasformare gli scarti produttivi in nuove risorse energetiche e materiche, accelerando il percorso verso un’economia più circolare.
Le due organizzazioni rappresentano comparti già fortemente legati alla valorizzazione del cosiddetto “rifiuto-risorsa” e condividono una linea comune sulla riduzione degli impatti ambientali su aria, acqua e suolo, in linea con gli obiettivi europei del Green Deal e della neutralità climatica al 2050.
Al centro dell’intesa c’è soprattutto il ruolo del biometano, considerato una leva industriale decisiva per ridurre le emissioni e aumentare la competitività delle imprese energivore e dei settori hard to abate. L’accordo nasce anche dalla necessità di rafforzare il contributo della bioeconomia circolare agli obiettivi fissati dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima e dal PNRR.
«Con questo accordo intendiamo rafforzare il contributo della filiera cartaria alla transizione energetica e alla decarbonizzazione industriale, sviluppando sinergie concrete con il settore del compostaggio e della digestione anaerobica. In particolare, riteniamo strategico promuovere percorsi di valorizzazione dei fanghi di cartiera, trasformando un residuo produttivo in una risorsa utile alla produzione di biometano e al recupero di materia, in piena coerenza con i principi dell’economia circolare. La collaborazione con CIC rappresenta un’opportunità importante per sostenere innovazione, sostenibilità e competitività delle imprese del settore», dichiara Massimo Medugno, direttore generale di Assocarta.
Per il CIC, il tema non riguarda soltanto il trattamento dei rifiuti, ma la costruzione di un modello industriale più integrato. «L’accordo tra Consorzio Italiano Compostatori e Assocarta rappresenta un passo concreto verso un modello industriale sempre più integrato, resiliente e circolare. Mettere a sistema le competenze dei nostri comparti significa valorizzare ulteriormente gli scarti delle cartiere presso gli impianti di trattamento della frazione organica, autorizzati e tecnologicamente idonei, per la produzione di biometano e fertilizzanti organici. Questa collaborazione dimostra come la sinergia tra filiere possa generare benefici ambientali, economici ed energetici, contribuendo alla decarbonizzazione e alla transizione verso un’economia più sostenibile. Come CIC crediamo che il futuro dell’economia circolare passi dalla capacità di creare connessioni virtuose tra settori produttivi diversi, valorizzando ogni scarto come risorsa», afferma il direttore del CIC Massimo Centemero.
Per dare continuità operativa all’accordo sarà istituito un Tavolo Tecnico composto da esperti indicati dalle due organizzazioni. Il gruppo avrà il compito di monitorare le attività, sviluppare progetti condivisi e individuare nuove applicazioni industriali per il recupero energetico e di materia.
La partita si gioca su un terreno sempre più centrale per l’industria italiana: ridurre la dipendenza dalle fonti fossili senza rallentare la produzione. E farlo usando ciò che fino a pochi anni fa veniva considerato soltanto uno scarto.
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