Trasformare un rifiuto complesso in una risorsa ambientale e sociale. È l’idea alla base di “Da Chicco a Chicco”, il progetto avviato nel 2011 da Nespresso insieme a CIAL (Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio), Utilitalia e CIC (Consorzio Italiano Compostatori) per intercettare e riciclare le capsule in alluminio che altrimenti finirebbero nell’indifferenziato. Nel tempo, l’iniziativa si è strutturata come una filiera industriale e solidale, capace di connettere raccolta, riciclo, agricoltura e aiuto alimentare.

Il meccanismo è lineare ma articolato. Le capsule esauste vengono conferite in una rete nazionale che oggi conta oltre 200 punti di raccolta. Una volta avviate agli impianti specializzati, alluminio e caffè vengono separati: il metallo torna alle fonderie e rientra nei cicli produttivi; il caffè esausto diventa compost, utilizzato come fertilizzante naturale nelle risaie italiane. Da quel riso, successivamente riacquistato da Nespresso, nascono i pasti donati attraverso il Banco Alimentare e, dal 2024, anche tramite le Cucine Mobili e i Market solidali di Fondazione Progetto Arca.

I numeri fotografano la rilevante dimensione del progetto. Le stime parlano di oltre 13.500 tonnellate di capsule esauste che sono state recuperate dal 2011, restituendo più di 800 tonnellate di alluminio ai circuiti produttivi e trasformando quasi 8.000 tonnellate di caffè residuo in compost. Il risultato agricolo è di oltre 7.700 quintali di riso, equivalenti a più di 8 milioni di piatti distribuiti nella rete solidale nazionale. Solo nel 2025 sono stati donati oltre 1.300.000 piatti di riso, grazie al lavoro coordinato delle sedi regionali del Banco Alimentare e all’attività di prossimità di Fondazione Progetto Arca.

«Grazie al nostro progetto “Da Chicco a Chicco”, un gesto semplice come restituire le capsule esauste può generare un impatto concreto sul territorio e sulle persone, sia a livello locale, come anche qui nel Lazio, sia a livello nazionale», ricorda Matteo Di Poce, specialista in Sostenibilità di Nespresso Italiana. «Un ciclo virtuoso, concreto e misurabile, e un progetto che dimostra chiaramente come economia circolare e solidarietà possano lavorare insieme, trasformando quelli che sono possibili materiali di scarto in risorse preziose per le comunità e per l’ambiente›». E aggiunge: «‹Ogni anno, la donazione del riso rappresenta per noi un momento importante, perché possiamo raggiungere direttamente le persone con un primo aiuto, donando non solo un piatto di riso, ma anche un momento di attenzione e cura».

Nel Lazio, la collaborazione con il Banco Alimentare è uno dei pilastri della dimensione sociale del progetto. «Per noi il valore di questa collaborazione va oltre la donazione», sottolinea Marco Picciaia, presidente del Banco Alimentare del Lazio Odv. «Significa trasformare un bene essenziale come il riso, un alimento nutriente e presente nelle cucine di tutti, in un gesto concreto di vicinanza verso chi sta attraversando un momento difficile». «Questa fornitura ci permetterà di rafforzare e aumentare il quantitativo di cibo che ogni giorno distribuiamo alle strutture caritative del territorio e alle relative famiglie, offrendo un sostegno più stabile e continuativo nel tempo», prosegue. «Ogni chicco che consegniamo è la prova che nulla va sprecato e che, insieme, possiamo generare un impatto reale nella vita delle persone».

In Toscana, dove il progetto è attivo con 6 punti di raccolta tra Boutique Nespresso e isole ecologiche partner, il 2025 ha prodotto risultati misurabili. Grazie alla collaborazione con Banco Alimentare della Toscana, partner storico da oltre 14 anni, sono stati donati 80 quintali di riso, pari a circa 90.000 piatti, destinati alle 86 organizzazioni caritative convenzionate sul territorio regionale. Un contributo che consente di rispondere ai bisogni di circa 22.000 persone. Sul fronte ambientale, da gennaio a ottobre 2025 sono state recuperate oltre 70 tonnellate di capsule: da queste sono state rigenerate più di 40 tonnellate di caffè trasformate in compost e 4 tonnellate di alluminio avviate a nuova vita.

In Piemonte, la rete di raccolta conta 21 punti sui circa 200 presenti a livello nazionale. Anche qui il ciclo è lo stesso: raccolta, separazione, recupero dei materiali e trasformazione del caffè in compost destinato alle risaie. Nel 2025, la collaborazione tra Nespresso e Banco Alimentare ha portato alla donazione di 90 quintali di riso, equivalenti a circa 100.000 piatti, distribuiti a 575 organizzazioni che sostengono complessivamente 115.000 persone in difficoltà sul territorio.

Il progetto, attivo da oltre quattordici anni, continua così a intrecciare filiere industriali e bisogni sociali, dimostrando come una gestione strutturata del fine vita dei prodotti possa generare valore lungo tutta la catena, dal rifiuto alla tavola.

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