L’84% dei rifiuti viene differenziato e il 67% avviato a riciclo. Numeri che raccontano come la ristorazione veloce stia migliorando le proprie performance ambientali, grazie soprattutto all’impiego crescente della carta negli imballaggi e nei prodotti di servizio. A fotografare la situazione è uno studio promosso da Comieco e realizzato da Ambiente Italia in sette ristoranti McDonald’s distribuiti tra Milano, Baranzate, Parma, Perugia, Roma, Bari e Palermo. L’indagine ha monitorato il comportamento di circa mille clienti al momento del conferimento dei rifiuti, verificando successivamente l’effettiva destinazione dei materiali raccolti.
I risultati mostrano livelli di differenziazione e recupero superiori alle medie nazionali. Nei locali analizzati, infatti, l’84% dei rifiuti prodotti viene conferito correttamente nella raccolta differenziata, una quota nettamente superiore rispetto al 68% registrato mediamente nelle aree urbane italiane. Anche il tasso complessivo di riciclo si attesta su valori elevati, raggiungendo, come già detto, il 67%. A incidere positivamente sono diversi fattori: la presenza di più punti di raccolta all’interno dei ristoranti, una segnaletica facilmente comprensibile e la separazione delle diverse frazioni di rifiuto. Gli errori di conferimento restano contenuti e coinvolgono circa un cliente su dieci.
Uno degli elementi più rilevanti emersi dalla ricerca riguarda la composizione dei materiali utilizzati. Oltre l’88% degli imballaggi e dei prodotti di servizio presenti nei ristoranti analizzati è costituito da materiali a base cellulosica. Contenitori, tovagliette, tovaglioli e altri articoli monouso sono oggi prevalentemente realizzati in carta, una scelta che si riflette direttamente sulle performance ambientali del settore.
Il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici raggiunge infatti l’87%, confermando il ruolo centrale della carta all’interno dei modelli di economia circolare. Secondo Roberto Di Molfetta, Direttore Generale di Comieco, si tratta di «un risultato che dimostra quanto sia strategico continuare a investire su questo materiale rinnovabile, riciclabile e riciclato. Per migliorare ancora, però, è fondamentale curare tutto il processo: dalla separazione del cliente alla gestione da parte del personale; dall’adeguata frequenza di ritiro del servizio di raccolta dei rifiuti al rafforzamento della logistica della raccolta. Aumentando così il recupero della carta e riducendo l’indifferenziato: il sistema della ristorazione veloce è potenzialmente in grado di arrivare ridurre il rifiuto indifferenziato a zero».
La ricerca individua comunque alcune aree sulle quali intervenire. Circa il 14% dei materiali conferiti nei contenitori destinati alla carta dovrebbe essere indirizzato ad altre frazioni di raccolta, segnale che esistono ancora spazi per migliorare la qualità della separazione dei rifiuti. Un altro elemento riguarda l’organizzazione dei servizi territoriali. La raccolta differenziata continua infatti a presentare differenze significative tra i vari comuni italiani e la frequenza dei ritiri non sempre risponde alle esigenze delle attività di ristorazione.
Per gli operatori del settore, una maggiore integrazione tra consumatori, aziende e servizi pubblici potrebbe aumentare ulteriormente le percentuali di recupero e ridurre la quota di rifiuti destinata all’indifferenziato.
L’indagine suggerisce quanto la ristorazione veloce, grazie all’adozione diffusa di materiali cellulosici e a sistemi di raccolta più efficienti, stia diventando uno dei comparti più avanzati nella gestione dei rifiuti. Un settore nel quale anche un gesto quotidiano e apparentemente banale, come svuotare un vassoio, può contribuire in modo concreto alla diffusione di pratiche circolari.
