In un momento in cui la sostenibilità si gioca sempre più nella capacità delle filiere di cambiare passo, la moda prova ad accelerare. In Italia prende il via l’“European Accelerator”, un programma promosso da The Fashion Pact – l’alleanza globale tra grandi marchi del lusso come Chanel, Ermenegildo Zegna, Kering, Moncler e Prada – per spingere la decarbonizzazione della filiera produttiva e rendere più accessibili le soluzioni tecnologiche a basse emissioni.
L’iniziativa nasce in collaborazione con Confindustria Moda e Camera Nazionale della Moda Italiana e vuole costruire un modello condiviso per ridurre l’impatto ambientale, rafforzando la resilienza economica e ambientale delle imprese fornitrici, cuore della manifattura di alta gamma.
Secondo le stime diffuse dall’organizzazione, saranno necessari 4,4 miliardi di euro entro il 2030 per consentire al comparto europeo della moda di raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica. Ma in Italia, dove si concentra gran parte della manifattura di alta gamma, circa il 58% dei fornitori non è in grado di sostenere gli investimenti necessari, a causa di un elevato livello di indebitamento e della carenza di strumenti finanziari dedicati.
Tre aree di intervento
L’European Accelerator si sviluppa lungo tre direttrici principali. La prima riguarda la raccolta armonizzata dei dati ambientali attraverso un questionario facoltativo per i fornitori, volto a semplificare la rendicontazione e migliorare la qualità delle metriche ambientali. Il modello, sviluppato con il supporto tecnico di Quantis (gruppo BCG), è stato testato per sei settimane su un campione di 74 aziende italiane – tra produttori di tessuti, accessori e articoli finiti – e sarà aggiornato periodicamente da un comitato tecnico per garantire coerenza con le normative e le migliori pratiche.
La seconda linea d’azione riguarda il rafforzamento delle competenze dei fornitori attraverso attività di formazione e assistenza tecnica finalizzate a migliorare l’efficienza produttiva e favorire la transizione verso le energie rinnovabili.
Infine, l’iniziativa si concentrerà sull’accesso ai capitali per la decarbonizzazione, con l’obiettivo di facilitare gli investimenti in tecnologie pulite e promuovere nuovi strumenti di finanziamento dedicati alle piccole e medie imprese della filiera.
Standard comuni e azione collettiva
La mancanza di standard condivisi nella rendicontazione ambientale è indicata da The Fashion Pact come uno dei principali ostacoli alla transizione del settore. L’Acceleratore punta a superare questa frammentazione, promuovendo un linguaggio comune che riduca gli oneri burocratici per i fornitori e permetta ai marchi di monitorare in modo più accurato i progressi verso la decarbonizzazione.
Nata nel 2019, The Fashion Pact riunisce oggi aziende, marchi e fornitori della filiera globale del tessile e dell’abbigliamento con l’obiettivo di creare un impatto sistemico attraverso quattro aree chiave di intervento: biodiversità, produzione a basso impatto, materiali sostenibili ed energia rinnovabile.
La nuova iniziativa rappresenta, per l’Italia, un banco di prova decisivo. In un Paese in cui il tessuto manifatturiero è composto in larga parte da piccole e medie imprese, l’Acceleratore mira a trasformare la collaborazione tra i marchi e i loro fornitori in uno strumento concreto di innovazione ambientale e competitiva, rendendo la moda europea un laboratorio avanzato di decarbonizzazione industriale.
