Ridurre le emissioni può iniziare da un gesto minimo: lasciare l’auto e camminare per un quarto d’ora. È la soglia indicata dalla FIAB per tagliare fino a 0,7 kg di CO₂ al giorno per persona negli spostamenti quotidiani.
Da qui parte #muoviamociperlaterra, iniziativa nazionale lanciata per la prima volta in occasione della Giornata della Terra. L’obiettivo vuole essere quello di trasformare una scelta individuale in un comportamento diffuso, riportando l’attenzione sugli effetti della dipendenza dall’auto privata.
In Italia, mentre le emissioni complessive sono in calo, il settore dei trasporti resta in controtendenza, con i gas serra che superano ancora i livelli del 1990, facendo registrare un aumento superiore al 7%. Il trasporto su strada incide per oltre il 90% delle emissioni del comparto.
La pressione si misura anche nello spazio urbano. Secondo l’indice di sostenibilità MobilitAria, nelle città circolano tra 2,5 e 4 volte più auto rispetto a un livello compatibile con una mobilità sostenibile. Il risultato è visibile: traffico, uso squilibrato dello spazio pubblico e livelli di inquinamento che incidono direttamente sulla salute.
Il modello resta fortemente auto-centrico: circa il 60% degli spostamenti quotidiani avviene con mezzi motorizzati. Una struttura che pesa anche in una fase di instabilità dei mercati energetici e di aumento dei costi dei carburanti.
Intervenire sugli spostamenti di ogni giorno diventa una leva immediata. Meno traffico significa anche riduzione di inquinanti come NO₂, ozono e polveri sottili, con effetti diretti soprattutto nelle aree urbane più dense.
La mobilitazione promossa da FIAB si appoggia a una rete di oltre 190 associazioni locali e punta a coinvolgere scuole, università e imprese. In primo piano il ruolo dei mobility manager, figure sempre più diffuse nelle aziende, chiamate a orientare le scelte dei dipendenti verso soluzioni più efficienti.
Tra le realtà che hanno aderito figurano Siemens (SPA, SISW, EDA), Banco BPM, De Agostini, Poste Italiane, oltre a operatori del trasporto come Milan Bergamo Airport e Aeroporto di Bologna, insieme ad altre realtà industriali e territoriali.
Il nodo principale resta quello degli spostamenti casa-lavoro e casa-studio, che concentrano gran parte dei tragitti quotidiani. Per questo hanno aderito anche università come Università di Genova e Università di Pisa.
L’iniziativa coinvolge 31 comuni, da nord a sud: Torino, Genova, Treviso, Verona, Bologna, Parma, Roma, Napoli, Pescara e Cosenza, tra gli altri. Le attività sono diffuse e mirate. A Genova è prevista una pedalata serale nei luoghi simbolo delle criticità urbane, con momenti di confronto. A Parma, studenti del Liceo G. Marconi parteciperanno a un percorso in bicicletta tra Colorno e Mezzani per promuovere la mobilità attiva tra i più giovani.
«L’edizione zero della Mobilitazione Nazionale #muoviamociperlaterra è un invito collettivo a ripensare i nostri spostamenti quotidiani per renderli più sostenibili, mettendo al centro la salute delle persone e la cura della nostra “casa” comune. – dichiara Alessandra Repetto, Consigliera nazionale FIAB –. In modo semplice e simbolico proponiamo di sperimentare, anche solo per un giorno, modalità alternative come andare a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici per gli spostamenti quotidiani. Lo facciamo sapendo quanto i minimi cambiamenti nelle abitudini quotidiane individuali possano fare concretamente la differenza».
L’invito è diretto, così come il richiamo finale: «Lo scorso anno abbiamo consumato risorse pari a 1,8 Terre – conclude Repetto –. Invitiamo tutte le persone a partecipare e a condividere la propria esperienza con l’hashtag #muoviamociperlaterra».
