Lo spreco alimentare in Italia ha subito un incremento significativo nel 2024. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio internazionale Waste Watcher – Campagna Spreco Zero, in collaborazione con Iias (Istituto Italiano Alimenti Surgelati), ogni cittadino ha buttato in media 667,4 grammi di cibo a settimana, con un aumento del 17,9% rispetto al 2023, quando la media era di 566,3 grammi.

All’interno di questo quadro tutt’altro che incoraggiante fanno eccezione i prodotti surgelati che rappresentano una quota minima dello spreco: solo 14,9 grammi settimanali, pari al 2,23% del totale.
Lo studio – condotto su un campione nazionale di 1.000 persone maggiorenni – conferma che le caratteristiche dei prodotti surgelati favoriscono un consumo più consapevole. La lunga conservabilità, la porzionatura precisa e la rapidità di preparazione sono elementi che contribuiscono a limitarne lo spreco e a migliorarne l’efficienza d’uso domestico, anche in termini di risorse energetiche e idriche.

«Lo spreco alimentare non deve essere letto esclusivamente come un comportamento individuale scorretto», spiega Andrea Segrè, direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher. «Piuttosto è un indicatore di fragilità socio-culturale e di marginalità educativa e se vogliamo contrastarlo in modo sistemico, è necessario rafforzare le politiche di educazione alimentare, prestare maggiore attenzione alle informazioni in etichetta, ma anche promuovere l’accesso a elettrodomestici efficienti e soluzioni smart per la gestione del cibo in casa, affinché le famiglie italiane possano trasformare i loro freezer in “centri di riserva alimentare” intelligenti e sostenibili. La nostra indagine, infatti, ha rivelato chiaramente che i surgelati sono un valido alleato contro lo spreco».

Anche Giorgio Donegani, presidente di Iias – Istituto Italiano Alimenti Surgelati, sottolinea il ruolo specifico di questi alimenti nel contenimento dello spreco: «In un Paese come l’Italia, in cui il problema del food waste ha assunto dimensioni preoccupanti, con una crescita a doppia cifra nel 2025, il consumo di prodotti surgelati può diventare un importante tassello nella lotta agli sprechi. Non solo perché di questi prodotti ne gettiamo via una percentuale davvero irrisoria, ma perché i surgelati costituiscono, per loro natura, una soluzione salva-spreco per eccellenza. Dal punto di vista ambientale il loro vantaggio è doppio: meno sprechi alimentari, ma anche minore impatto energetico. I prodotti sono infatti già lavati e questo riduce il consumo domestico di acqua, e i tempi di cottura più brevi consentono un minore dispendio energetico. La loro lunga conservabilità fa inoltre sì che il prodotto non deperisca prima del consumo».

Frutta e verdura fresche tra i più colpiti
Nella classifica dei cibi più frequentemente buttati, in cima si trovano frutta fresca (26,82 g) e verdura fresca (23,89 g). Seguono insalate, pane, cipolla, aglio, tuberi, latte e yogurt. All’opposto, i surgelati figurano tra gli alimenti meno sprecati. Rispetto alle verdure fresche, lo spreco di surgelati è inferiore del 37,6%; rispetto a quelli conservati in vasetto o barattolo, il dato è inferiore del 17,4%.

Secondo i risultati dell’indagine, il 34% degli intervistati dichiara di non gettare mai prodotti surgelati. Quando questi finiscono comunque nella pattumiera, le ragioni sono raramente legate alla deperibilità del prodotto. Le motivazioni principali riguardano invece questioni organizzative:
dimenticanza delle scadenze (22%)
cattiva conservazione (21%)
mancanza di spazio nel freezer o disorganizzazione domestica (20%)
interruzioni della catena del freddo (16%)

Quanto alla frequenza, il 59% degli intervistati spreca surgelati meno di una volta ogni tre o quattro mesi, e solo il 14% dichiara di farlo con tale cadenza.

 

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