Come si potranno nutrire dieci miliardi di persone senza consumare definitivamente le risorse del pianeta? È la grande domanda che attraversa e accende le pagine di Fabbricare carne, il saggio scritto dal genetista Paolo Ajmone Marsan insieme al ricercatore di zootecnia Riccardo Negrini e appena pubblicato da il Mulino.
Più che un libro sull’allevamento, è una riflessione sul rapporto tra tecnologia, ambiente, cultura alimentare e trasformazione economica. Gli autori si muovono tra stalle, laboratori, filiere globali e territori rurali, cercando di smontare una lettura semplificata del dibattito sul cibo del futuro.

Da una parte ci sono gli allevamenti tradizionali, i pascoli alpini, la biodiversità animale e il ruolo delle comunità rurali. Dall’altra emergono carne coltivata, proteine alternative, bioreattori e innovazioni biotecnologiche che promettono di ridurre l’impatto ambientale della produzione alimentare. Fabbricare carne evita però la contrapposizione ideologica e prova a raccontare la complessità di un sistema che non può essere ridotto a slogan.

Gli autori sono espliciti nell’indicare che non esiste una soluzione unica e che serve, comunque, una visione capace di tenere insieme ambiente, economia, cultura e progresso.
Entrambi insistono soprattutto sulla necessità di superare i luoghi comuni che spesso dominano il dibattito pubblico sull’allevamento. L’idea che ogni forma di produzione animale sia automaticamente incompatibile con la sostenibilità viene messa in discussione attraverso dati, esempi e analisi legate alla gestione dei territori e delle risorse naturali.
Nel libro l’allevamento viene descritto come un sistema complesso, che se ben gestito può produrre cibo e al tempo stesso tutelare ecosistemi e sostenere comunità rurali. La sostenibilità, quindi, non dipende solo dal tipo di alimento prodotto, ma anche dai modelli produttivi, dall’uso del suolo, dalla gestione delle emissioni, dal benessere animale e dall’equilibrio economico delle filiere.

Paolo Ajmone Marsan e Riccardo Negrini

Una delle peculiarità del volume è il suo tentativo di tenere insieme dimensione scientifica e accessibilità narrativa. I temi affrontati – crescita della popolazione mondiale, consumi alimentari, impatto ambientale, innovazione tecnologica – vengono tradotti in un racconto che alterna ricerca accademica, osservazione sul campo e riflessioni culturali, dando vita a una sorta di viaggio tra scienza, storia e geografia dell’alimentazione.
L’origine stessa del libro contribuisce a definirne il tono. Gli autori raccontano che il progetto è stato concepito tra i prati d’alta quota della Val Rendena, lontano sia dalle polarizzazioni ideologiche sia dalle semplificazioni mediatiche che spesso accompagnano il tema della carne e dell’alimentazione sostenibile.
Nel confronto tra modelli tradizionali e nuove tecnologie, la carne coltivata occupa naturalmente uno spazio centrale. Ma anche qui il libro evita entusiasmi automatici o rifiuti pregiudiziali. Le proteine alternative vengono analizzate come parte di una trasformazione più ampia che coinvolge produzione, distribuzione e consumi globali.

Più che indicare una strada definitiva, Fabbricare carne invita il lettore a considerare il cibo come una questione sistemica perché «solo liberandosi dai luoghi comuni e comprendendo la complessità di questo sistema potremo scegliere consapevolmente cosa mettere nel piatto e quale futuro costruire».
Paolo Ajmone Marsan è professore ordinario di Miglioramento genetico animale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, dove dirige la Scuola di dottorato AGRISYSTEM e il Centro di Ricerca Romeo ed Enrica Invernizzi. Riccardo Negrini è professore associato di Zootecnia e Miglioramento genetico presso lo stesso ateneo e ha ricoperto per oltre quindici anni il ruolo di direttore tecnico dell’Associazione Italiana Allevatori, oltre a essere autore di numerose pubblicazioni scientifiche internazionali.

Il libro arriva in un momento in cui il tema dell’alimentazione sostenibile sta diventando sempre più centrale nelle politiche climatiche, industriali e agricole. Ed è proprio qui che Fabbricare carne trova la sua dimensione più interessante, restituendo al dibattito tutta la sua complessità.

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