Come si stanno evolvendo le abitudini alimentari del nostro Paese? Secondo il Rapporto Italia 2025 di Eurispes, pubblicato lo scorso maggio, la maggioranza degli italiani si dichiara onnivora (84,9%). Rimane stabile la quota di chi non consuma carne (9,5%), suddivisa tra vegetariani (6,6%) e vegani (2,9%), mentre il 5,6% riferisce di aver adottato una dieta vegetariana in passato.
Parallelamente, si diffondono le diete “senza”, adottate spesso anche in assenza di esigenze mediche specifiche. Gli alimenti senza zucchero sono scelti dal 28,2% degli intervistati, quelli senza lattosio dal 27,3%. Seguono i prodotti senza glutine (18%), senza lievito (16,4%) e senza uova (15,4%).
Il consumo di integratori alimentari è dichiarato dal 57,4% degli italiani (anche solo occasionalmente). Seguono i mix di frutta secca e semi (56%), gli alimenti proteici (52%) e i semi come lino, girasole o canapa (48,5%). Limitata invece la diffusione dei prodotti contenenti cannabis legale (17,2%).
Il ruolo della carne nell’agroalimentare
Un’analisi specifica, condotta di recente da Nomisma per Uniceb, offre uno sguardo più approfondito sul settore della carne in Italia. La filiera genera 12,8 miliardi di euro di produzione agricola e 28,5 miliardi di fatturato per l’industria di trasformazione, confermandosi il secondo comparto alimentare per numero di occupati (oltre 63 mila addetti).
L’export è in crescita e nel 2024 ha sfiorato i 5 miliardi di euro, con oltre il 70% destinato ai Paesi dell’Unione Europea. Sul mercato interno, invece, la domanda di carni rosse è in calo, mentre aumentano gli acquisti di carni bianche.
Secondo l’analisi di Nomisma, poi, sarebbe circa l’8% della popolazione a non consumare carne per motivi etici o salutistici. Tra i consumatori, i principali criteri di acquisto sono origine 100% italiana, sostenibilità e prezzo. Quest’ultimo aspetto è ritenuto centrale dall’85% degli intervistati, che lo considera determinante per le proprie scelte.
Contesto economico e consumo
I risultati dell’indagine Eurispes sui comportamenti di consumo delle famiglie italiane, inoltre, mostrano una realtà ancora attraversata da pratiche di contenimento e riorganizzazione della spesa, che non riguardano soltanto i consumi accessori, ma toccano àmbiti centrali della quotidianità, come la salute, la cura personale e la gestione domestica. L’84,1% degli italiani percepisce un aumento dei prezzi nell’ultimo anno. Per contenere le spese, il 59,5% rinvia acquisti necessari, il 54% rinuncia a servizi come la babysitter, il 50,1% riduce le uscite e il 50% taglia viaggi e vacanze.
La rateizzazione dei pagamenti coinvolge oltre la metà delle famiglie (53,4%), spesso tramite app o piattaforme digitali che offrono formule “zero interessi”. Una strategia di difesa che segnala come le scelte di consumo – alimentari e non – siano oggi influenzate da una combinazione di esigenze nutrizionali, sensibilità ambientale e sostenibilità economica.
