Quest’anno, per la prima volta in questo decennio, l’Unione europea installerà meno impianti fotovoltaici rispetto all’anno precedente. Lo segnala il nuovo report semestrale di SolarPower Europe, secondo cui la nuova capacità da fonte solare si attesterà a 64,2 GW, in calo dell’1,5% rispetto ai 65,1 GW dello scorso anno.
Il rallentamento non compromette l’obiettivo a breve termine: la potenza cumulata installata nell’UE dovrebbe raggiungere i 402 GW, superando i 400 GW fissati per il 2025. Ma la prospettiva di medio periodo si fa più incerta. Con il ritmo attuale, la capacità complessiva al 2030 arriverebbe a 723 GW, al di sotto dei 750 GW previsti. Per colmare il divario, sarà necessario installare in media quasi 70 GW ogni anno fino alla fine del decennio.
La flessione riguarda soprattutto il segmento residenziale. La domanda nei Paesi dove tradizionalmente si concentrano le installazioni domestiche è in calo, complice la crisi energetica e la revoca dei programmi di incentivazione senza misure sostitutive. Secondo le stime, questo segmento potrebbe perdere oltre il 60% rispetto ai livelli del 2023.
«La contrazione del mercato, numericamente parlando, può sembrare irrilevante», osserva Dries Acke, vice direttore generale di SolarPower Europe. «Ma questo calo, proprio nel momento in cui il solare dovrebbe accelerare, merita l’attenzione dei leader dell’UE. I responsabili politici devono fornire i quadri normativi per l’elettrificazione, la flessibilità e lo stoccaggio dell’energia che guideranno il successo del solare per il resto del decennio».
Il rallentamento del settore residenziale si accompagna però a una dinamica diversa nel comparto industriale. Il solare su scala utility continua a crescere, e dovrebbe rappresentare nel 2025 circa la metà della nuova potenza installata. Nel 2024, la taglia utility ha registrato un record con 20 GW installati, grazie anche a un miglioramento del meccanismo delle aste che ha rafforzato la fiducia degli investitori. In Germania e Bulgaria, in particolare, i progetti ibridi o co-localizzati con sistemi di accumulo stanno contribuendo alla diffusione dell’energia solare tramite le aste pubbliche.
D’altro canto, si indebolisce il ricorso ai Power Purchase Agreement (PPA), che negli ultimi anni hanno avuto un ruolo centrale nel finanziamento degli impianti di grandi dimensioni. Il calo dei prezzi dell’elettricità ha reso meno appetibili i contratti a lungo termine, con una riduzione del 41% nelle nuove sottoscrizioni di PPA solari tra il primo e il secondo trimestre del 2025.
Nel complesso, il fotovoltaico europeo entra in una fase di assestamento. Il 2025 porterà comunque un aumento della potenza installata, ma i segnali raccolti da SolarPower Europe suggeriscono che senza un adeguato sostegno regolatorio e una maggiore stabilità di mercato, gli obiettivi a lungo termine rischiano di restare fuori portata.
