La crisi ambientale globale non è più un’ipotesi futura. Purtroppo è un’emergenza sotto i nostri occhi. Mari, foreste, fiumi e suoli stanno cedendo sotto il peso dell’inquinamento, della perdita di biodiversità e dell’eccessivo sfruttamento. Appare sempre più evidente che proteggere ciò che ci resta non basta più. Serve qualcosa di più radicale: riparare ciò che è già stato danneggiato.
È da questo presupposto che parte il nuovo libro di Roberto Danovaro, biologo marino di fama internazionale, Restaurare la natura. Come affrontare la più grande sfida del secolo, uscito lo scorso aprile per Edizioni Ambiente. Un testo che segna un punto di svolta nel dibattito ambientale italiano, dedicando per la prima volta un intero volume al tema del restauro ecologico, oggi al centro delle politiche europee grazie alla recente approvazione della Nature Restoration Law, la legge sul ripristino della natura.

photo: Valeria Lucatello

Il restauro ecologico è, per Danovaro, un approccio terapeutico alla crisi ambientale. Quando un organismo è malato, osservarlo non basta: bisogna intervenire. Vale lo stesso per la natura.
“Il restauro degli ambienti rappresenta una nuova disciplina capace di integrare l’ecologia con le scienze sociali ed economiche”, scrive l’autore. “Si tratta però di una sfida, poiché restaurare gli ecosistemi degradati richiede molte competenze, proprio come avviene quando si cura un paziente affetto da patologie multiple”.

Boschi compromessi, praterie marine ridotte all’osso, fiumi senza vita: il libro racconta cosa significa riportarli alla funzionalità ecologica, con un taglio scientifico che risulta comunque accessibile anche per i non addetti ai lavori.
Danovaro mette in evidenza anche la dimensione economica del restauro, già oggetto di attenzione crescente da parte dei governi.
“Ne vale la pena sia per la nostra salute sia per lo sviluppo economico”, scrive. “Negli ultimi anni, molti Paesi hanno stanziato importanti finanziamenti per il restauro degli ecosistemi danneggiati. Questi investimenti aumenteranno certamente in futuro, perché la Nature Restoration Law europea ci spinge a promuovere il restauro degli ecosistemi”.

Con rigore e passione – il biologo che ha guidato oltre 30 spedizioni scientifiche in tutto il mondo, coordinato numerosi progetti europei sul restauro degli ecosistemi marini e pubblicato oltre 500 lavori scientifici e divulgativi -, accompagna il lettore in un percorso che attraversa la scienza, le politiche pubbliche e l’azione collettiva.

«Credo si possa affermare che questo sia il primo volume in italiano a trattare l’ecologia del restauro in maniera seria e documentata, con taglio divulgativo e coinvolgente, profonda competenza e passione, come sa fare Roberto Danovaro», afferma Gianfranco Bologna, presidente onorario della Comunità scientifica del WWF Italia. «Ci fornisce indicazioni sul modo in cui si sono evolute la consapevolezza e le conoscenze scientifiche per procedere alla realizzazione di interventi mirati a restaurare la natura. Ci fornisce inoltre, con esempi chiari, che cosa significa operare sul campo in azioni mirate al restauro della natura».

Nel volume, spicca anche un contributo di James Aronson, tra i massimi esperti mondiali del settore: “Nell’Unione Europea e nel mondo intero, questo XXI secolo deve davvero diventare il secolo del restauro ecologico. Mi piace pensarlo come un periodo di transizione da una lunga fase di cultura del dominio e dello sfruttamento delle risorse naturali a un’epoca di recupero e di riconciliazione. Luce e forza”.

Restaurare la natura, nelle intenzioni del suo autore, vuole essere un invito ad agire veicolando una proposta concreta, fondata su evidenze e casi reali, per invertire la rotta del degrado ambientale. Una lettura che unisce rigore scientifico e forza narrativa, pensata per chi cerca strumenti per imtervenire. Perché il tempo delle soluzioni semplici è finito. Ora è il momento di ricostruire.

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