Gli acquisti legati al Black Friday e all’avvio della stagione natalizia riportano in primo piano una domanda particolarmente diffusa: è più sostenibile fare acquisti online o nei negozi fisici? La nuova ricerca “La sostenibilità nel settore retail & e-commerce” del Centro Studi Up2You mostra che la risposta non è binaria. Nessuno dei due modelli è di per sé meno impattante: sono le scelte operative, lungo l’intera catena del valore, a determinarne l’impronta ambientale.
L’e-commerce può risultare meno impattante del retail tradizionale grazie a distribuzioni più efficienti e alla riduzione degli spostamenti individuali. Il vantaggio, però, può essere annullato da un uso intensivo di packaging e da pratiche gestionali non ottimizzate. La stessa ambivalenza vale per i negozi fisici, dove il maggiore controllo sulla supply chain può essere compensato dall’impatto dei flussi di mobilità.
Dalla ricerca emerge la soluzione intermedia come la più efficace: acquistare online da negozi locali e scegliere il ritiro in un punto convenzionato (locker, esercizi di prossimità, edicole). Secondo Up2You, questo modello può ridurre la carbon footprint fino a dieci volte rispetto al canale fisico e fino a tre rispetto alla consegna a domicilio, coniugando efficienza logistica e fiducia del cliente.
Il Black Friday resta un momento critico. In Europa, la settimana di sconti genera oltre 1,2 milioni di tonnellate aggiuntive di CO₂ rispetto a una settimana ordinaria, complice l’aumento degli ordini, il traffico urbano di consegne (+30%) e il volume dei resi, particolarmente elevato nei settori moda e tecnologia. A questo si aggiungono pressioni operative e sociali lungo la filiera, tra turni più intensi, sovrapproduzione e rischio di sprechi.
Negli ultimi anni si stanno affermando alternative meno impattanti: dilazione delle promozioni per alleggerire la logistica, valorizzazione del riuso tramite marketplace specializzati, messaggi che puntano alla convenienza responsabile anche nella GDO. Allo stesso tempo cresce il numero di consumatori che compiono acquisti più selettivi o partecipano al “Buy Nothing Day”.
Secondo Alessandro Broglia, Chief Sustainability Officer di Up2You, la sostenibilità è ormai un elemento decisivo nella relazione con i clienti: «Nella customer experience la sostenibilità non è più un messaggio accessorio ma un criterio di scelta influente. Secondo un report di Eurostat infatti, oltre due terzi dei clienti dichiara di preferire marchi che dimostrano impegni concreti in materia di sostenibilità ambientale e sociale. Questo è dimostrato dal fatto che il 67% dei consumatori europei è disposto a pagare di più per prodotti sostenibili».
La ricerca ha analizzato anche le pratiche di comunicazione di sette grandi marchi internazionali dell’e-commerce. Pur disponendo di materiali solidi sulla sostenibilità, molte aziende non li valorizzano adeguatamente nelle pagine prodotto, lasciando un vuoto informativo che penalizza sia i consumatori sia le imprese.
Broglia aggiunge: «Non è il canale di vendita a determinare la sostenibilità, ma la capacità delle aziende di misurare, migliorare e comunicare con trasparenza – evidenzia Alessandro Broglia, Chief Sustainability Officer e Co-Founder di Up2You –. Retail ed e-commerce devono evolvere insieme: il primo investendo in efficienza energetica e filiere locali, il secondo in logistica a basse emissioni e gestione della domanda e dei resi».
Il Black Friday diventa così un indicatore della maturità ESG del settore, più che un semplice momento di consumo.
