Oltre otto prodotti alimentari e di largo consumo su dieci in vendita nei supermercati italiani riportano in etichetta messaggi legati alla sostenibilità. A rivelarlo è la diciassettesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, realizzato in collaborazione con l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. L’indagine prende in esame 145mila referenze, pari all’82,7% delle vendite del largo consumo in Italia.
I numeri della sostenibilità
Nel 2024 i prodotti con richiami alla sostenibilità hanno generato quasi 45 miliardi di euro, con un incremento del +2,1% su base annua. La crescita è stata sostenuta soprattutto dall’aumento dei prezzi (+3,4%) e dall’ampliamento dell’offerta (+1,9%), mentre i volumi sono scesi del -1,2%.
La sostenibilità ambientale è la dimensione più comunicata: 120.797 referenze, quasi l’intero comparto, hanno raggiunto 44,8 miliardi di euro di vendite. Seguono la sostenibilità sociale, che accomuna il 9,1% dei prodotti e vale 6,6 miliardi di euro (+2,2% annuo, -0,4% a volume), e il benessere animale, indicato sul 2,1% delle etichette per un totale di 1,5 miliardi di euro (+1,0% annuo, ma -5,5% a volume).
Cosa dicono le etichette
Secondo l’Osservatorio, le informazioni più frequenti sono quelle che offrono al consumatore suggerimenti pratici per comportamenti virtuosi, come la raccolta differenziata o la conservazione corretta del prodotto. Molto diffusi anche i riferimenti alla riciclabilità del packaging, agli impegni per rendere più sostenibili le fasi produttive e di approvvigionamento, alle certificazioni ambientali e ai claim generici come “green”. In crescita anche le indicazioni basate su analisi di ciclo di vita (LCA).
Il quadro generale
Complessivamente, i prodotti analizzati dall’Osservatorio hanno sviluppato, nell’anno terminante a dicembre 2024, un valore di sell-out di 48,7 miliardi di euro, pari a oltre quattro quinti del mercato del largo consumo italiano. La fotografia che emerge è quella di un Paese dove la comunicazione green è ormai parte integrante delle strategie di marketing, ma dove i dati sui volumi segnalano una tenuta fragile dei consumi.
